Corriere della Sera, 27 settembre 2026
Schlein non cambia la linea «unitaria»
Elly Schlein arriva a Portici per la chiusura della festa dell’Unità della Campania e replica a distanza ai riformisti dem riuniti nella prima assemblea nazionale. «Prima il programma comune», scandisce al suo arrivo. «Prima di qualsiasi altra discussione il programma comune, che è quello che oggi si aspettano da noi», ribadisce la segretaria dem. Il sostegno all’Ucraina e i criteri per le eventuali primarie sono i due temi che emergono. «Non partiamo da zero – aggiunge Schlein —, perché abbiamo messo a terra tante iniziative comuni in questi anni e vorremmo partire da questo, cioè dalla proposta per la visione del futuro del Paese che mettiamo in campo con tutta l’alleanza progressista». E poi chiarisce, accompagnata da un applauso, che «l’alleanza progressista governa già insieme in tante città e in tante regioni e funziona. La buona notizia è che non sono saltate delle giunte per divisioni o differenze tra partiti che sono diversi, ma che riescono a mettere davanti il bene comune».
Ma oltre questo orizzonte ci sono molte cose da decidere, come la leadership della coalizione. E qui interviene Piero De Luca, deputato e segretario regionale del Pd: «In tutto il mondo va al primo partito, oppure ci sono le primarie. La segretaria Schlein c’è e noi non abbiamo paura delle primarie, le primarie sono nel dna del Pd. Le vinceremo con Elly Schlein, sosteniamola a andiamo a governare il Paese».
Poi la segretaria fa salire la temperatura della piazza e l’atmosfera è da campagna elettorale. «È arrivato il momento di fare al Paese una proposta di governo. In segreteria ci lavoriamo tutti i giorni e per me è molto semplice. Non c’è migliore programma della coalizione progressista che è quello di attuare la Costituzione: garantire innanzitutto il diritto al lavoro per i giovani ai quali bisogna offrire una opportunità nei loro territori – dice —. Il governo ha abbandonato le persone nella povertà, il 10 per cento è nella povertà assoluta. Per il futuro bisogna dare certezze. In Spagna i contratti precari e gli autonomi hanno ottenuto certezze e stabilità. Il Pd non si rassegna a un’Italia in cui la povertà si tramandi di generazione in generazione».
E poi una stoccata al decreto sulla scuola e all’autonomia differenziata: «Non ci rassegniamo a una Italia divisa. E continueremo a lavorare contro la pessima idea dell’autonomia differenziata. Non è tollerabile che una bambina nata a Reggio Calabria abbia una aspettativa di vita minore di una nata al Nord».
Infine, mano tesa alla richiesta dei sindaci campani: «Servono più risorse per i Campi Flegrei»