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 2026  settembre 25 Venerdì calendario

Burnham: “Sì alla birra sugli spalti”. La polizia: “Irresponsabile”

Il primo ministro britannico Andy Burnham vuole ripristinare il permesso di consumare alcolici sugli spalti durante le partite di calcio. La polizia giudica l’iniziativa “irresponsabile e avventata”, sottolineando il pericolo che l’alcol contribuisca alle violenze negli stadi. La Premier League è incerta: “Dobbiamo rifletterci”, afferma il suo presidente Richard Masters. L’associazione dei tifosi accoglie invece con favore un provvedimento che dia la libertà ai club di decidere in proposito. Ma non tutti i fan pensano che sarebbe una buona idea.

Il premier britannico Burnham e il suo omologo canadese Carney allo stadio dell’Everton
Il premier britannico Burnham e il suo omologo canadese Carney allo stadio dell’Everton 
I motivi del premier
La posizione di Burnham, da sempre un tifoso dell’Everton che, quando può, va ancora allo stadio, era nota da tempo. Ora che è premier, l’ha riproposta rispondendo alla domanda di un giornalista durante il viaggio per partecipare all’assemblea generale dell’Onu a New York. Il motivo che lo spingerebbe a cambiare, dice Burnham, è evitare di discriminare il calcio rispetto ad altri sport. “Non trovo giusto che i tifosi di football siano discriminati rispetto a quelli di rugby o di cricket (discipline durante le quali è permesso consumare alcolici sugli spalti alle partite, ndr.)”, ha dichiarato il premier laburista. “Penso che la legge che lo proibisce appartenga a un’era in cui il calcio era differente. Ci sono vari modi in cui questa discriminazione potrebbe essere rimossa. Non è possibile che il pubblico di uno sport venga trattato diversamente dal pubblico di altri sport”. La legge attuale, introdotta nel 1985 dopo una serie di gravissimi incidenti negli stadi inglesi, consente di bere alcolici soltanto nei bar all’interno delle arene sportive, preferibilmente durante l’intervallo fra i due tempi, comunque non in posizioni da cui si vede il campo, che si tratti di tribune, gradinate o curve. La riforma che Burnham intenderebbe introdurre permetterebbe di portare con sé una birra o altri alcolici anche nei posti con vista sul terreno di gioco: ovvero di bere mentre si guarda la partita.
Le obiezioni della polizia
“Vorremmo incontrare il primo ministro per discutere questa proposta e illustrargli i problemi che un cambiamento del genere porterebbe per la sicurezza negli stadi”, commenta la Uk Football Policing Unit, l’unità di polizia che ha la supervisione del football. “Il fatto è che altri sport non hanno lo stesso livello di violenza e di comportamento criminale che contraddistingue i tifosi di calcio, per quanto i violenti siano solo una minoranza. Sarebbe altamente avventato e irresponsabile fomentare questi comportamenti permettendo un maggiore consumo di alcol negli stadi”.
Il parere dell’associazione tifosi
Tom Greatrex, presidente della Football Supporters Association, l’associazione che rappresenta ufficialmente i tifosi di calcio, approva l’idea di Burnham: “Abbiamo sempre sostenuto che è ingiusto criminalizzare i tifosi di calcio perché vogliono bersi una pinta di birra guardando un match, specialmente se si può sedere nello stesso posto guardando un concerto degli Oasis o una gara di rugby e berla. Se vai a vedere una partita in Germania o da altre parti nel mondo, è perfettamente accettabile bere alcol al proprio posto nello stadio. Il divieto è obsoleto e va riesaminato. Siamo pronti a essere consultati sulla questione”. Aggiunge che, in caso di liberalizzazione, ogni club dovrebbe poter decidere come preferisce.
La normativa negli altri Paesi
In Germania è effettivamente come dice il presidente dell’associazione dei tifosi inglesi, ma in Spagna e in Francia vige un divieto analogo a quello in Inghilterra o addirittura più severo, con la vendita di alcolici vietata anche nei bar dentro allo stadio. Nella serie A italiana si può bere ma con un limite di 5 gradi di gradazione alcolica: in pratica sì alla birra, no ai super alcolici e le vendite di alcol possono essere sospese per dentro lo stadio e nei dintorni in occasione di partite ad alto rischio.
Le regole sulla sicurezza
Mentre la Premier League, per bocca del suo presidente, dice di “non avere un’opinione specifica” sull’argomento e di avere bisogno di tempo per pensarci, l’English Football League, la lega che riunisce le squadre equivalenti ai nostri campionati di serie B, C1 e C2, si dice favorevole a cambiare una legge che “non tiene conto dei significativi sviluppi nella gestione degli stadi, della sicurezza e degli steward”, gli addetti che controllano gli spettatori all’interno degli impianti, una delle misure di sicurezza introdotte nel calcio inglese dopo le violenze degli ultrà negli anni Settanta e Ottanta. L’abolizione delle gradinate in cui si sta tutti in piedi, sostituite da seggiolini, l’aumento dei prezzi dei biglietti, gli stadi in cui i posti, specie nei grandi club, sono tutti o quasi occupati da abbonati, hanno contribuito, insieme a una maggiore presenza di polizia e a severissime punizioni per i violenti, a eliminare o fortemente contenere la violenza nel calco inglese: un insulto razzista può comportare il divieto di andare allo stadio per un’intera stagione e, se ripetuto, anche per sempre. Alcuni citano varie possibilità per una riforma, come la creazione di settori dello stadio in cui è consentito bere alcolici guardando la partita ed altri, destinate a famiglie, in cui è proibito. Si può bere liberamente alcol guardando le gare della Premier League femminile, ma la polizia nota che nel calcio delle donne le violenze sugli spalti sono molto più rari. Tra i tifosi interpellati dalla Bbc sul tema, un certo Dave, sostenitore del Chelsea, osserva: “Sono contrario al 100 per cento alla proposta del premier. Se qualcuno non riesce a stare i 45 minuti di un tempo di una partita senza bere alcol, se non gli basta bere una birra al bar nell’intervallo, ha qualcosa che non va”.