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 2026  settembre 25 Venerdì calendario

L’economia sommersa vale quasi 200 miliardi l’anno, e impoverisce 2,7 milioni di lavoratori

Vale quanto il Pnrr, 197,6 miliardi. Diviso per ogni residente in Italia, anziani e neonati compresi, il nero sottrae 3.350 euro a persona, che potrebbero essere spesi per il welfare e i servizi. Ai 2,7 milioni di lavoratori fuori dalle regole e dai contratti toglie, oltre a prospettive, futuro e sicurezza, la metà della retribuzione. Sono i principali dati che emergono dal focus Censis-Confcooperative su lavoro ed economia sommersa.
Le tre componenti del conflitto
Il sommerso in Italia ha tre componenti: la principale è l’evasione fiscale e contributiva dovuta alle dichiarazioni che non rispecchiano la realtà, ci sono poi anche i casi in cui non si dichiara proprio nulla. In questo modo, sono sfuggiti al Fisco nell’ultimo anno 108,2 miliardi di euro.
Tra le imposte più evase ci sono l’Iva, per 30 miliardi, e l’Irpef di autonomi e imprese (oltre 36 miliardi). La propensione media all’evasione sul totale delle entrate tributarie è pari al 17,4%, ma per l’Irpef si arriva al 60,6%.

Ci sono poi oltre 12 miliardi di affitti in nero e mance non dichiarate. Ma, soprattutto, pesano i 77,2 miliardi di euro del lavoro in nero, una cifra che dal 2019 è cresciuta del 4%. Un lavoratore irregolare, emerge dal report, guadagna in media 9,2 euro lordi l’ora, contro i 17,8 di chi lavora regolarmente (e che includono anche la contribuzione). La perdita è di quasi la metà del dovuto, e nell’industria in senso stretto si va anche oltre, si scende a 9,4 euro lordi contro i 20,2 dei lavoratori regolari.
Una cifra superiore al Pnrr
«Il sommerso è un moltiplicatore di diseguaglianze, che colpisce prima di tutto chi lavora senza tutele. Ogni euro che sfugge alla fiscalità generale – afferma Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – è un euro in meno per la sanità, per le pensioni, per i servizi che tengono insieme il Paese: un macigno che si scarica sul debito pubblico e sulle prossime generazioni. Il contrasto al sommerso è una priorità da affrontare per la coesione sociale ed economica dell’Italia».
E infatti, calcola lo studio, solo fra il 2021 e il 2023 la somma dei mancati introiti fiscali e contributivi ha raggiunto 313 miliardi di euro, una cifra superiore di 88 miliardi all’intero ammontare delle risorse del Pnrr destinate all’Italia (225 miliardi). Secondo le simulazioni dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, un miglioramento strutturale della compliance fiscale potrebbe portare il rapporto debito/Pil, entro il 2041, in un intervallo fra 115,9 e 118 punti percentuali.