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 2026  settembre 25 Venerdì calendario

Le parole, non banali, di Sanchez all’Onu

Capita raramente di ascoltare discorsi di qualità, non retorici né ipocriti, nei quali qualche straccio di valori della nostra civiltà traspare ancora. Al di là delle dimostrazioni di prepotenza economica e militare, della muscolarità della forza, dell’esibizione neoimperialista. Quello pronunciato dal primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, all’assemblea generale dell’Onu, si allinea, per intensità e coraggio, agli ultimi applauditi interventi del suo collega canadese, Mark Carney. 
«Salgo su questa tribuna – ha detto il leader socialista – con un solo obiettivo: difendere ciò che molti stanno cercando di distruggere. Vengo a rivendicare i principi e le ambizioni che ispirarono la nascita di questa organizzazione ottantuno anni fa. Principi e ambizioni che diversi governi qui presenti disprezzano o intendono smantellare. La maggior parte di noi credeva in quella promessa comune. Perché eravamo convinti che la pace, la sostenibilità e le pari opportunità non fossero posizioni ideologiche, ma parte integrante del futuro dell’umanità. Oggi, però, queste idee non vengono soltanto messe in discussione. Vengono attaccate da attori politici, da governi che vogliono riportarci a un passato oscuro. E non serve indicarli: sappiamo tutti chi sono e qual è il loro modus operandi. Prima mettono in discussione le regole. Poi le violano, sapendo peraltro che nessuno avrà il coraggio di chiedergliene conto. Tagliano i loro contributi agli organismi multilaterali. Prendono di mira i loro leader e i loro funzionari, ne bloccano la capacità d’azione, per poi descriverli come enti inutili di cui si può fare a meno». 
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Il primo è l’egoismo. «L’assurda convinzione che il mondo sia un gioco a somma zero, in cui il guadagno di qualcuno implica necessariamente la perdita di qualcun altro». Il secondo è l’ignoranza. «Si disprezzano le evidenze scientifiche e si dà per scontato che esistano Paesi così potenti da poter abusare degli altri e da non aver bisogno di nessuno per prosperare». E il terzo è la crudeltà. «Ho visto queste forze egoiste, ignoranti e crudeli crescere. Ho visto come si toglievano la maschera e prendevano il potere in molti luoghi. E da lì le ho viste scatenare guerre illegali, massacrare civili innocenti». 
Sanchez non perde la speranza, soprattutto di fronte a «milioni di persone che si mobilitano in difesa della natura, della pace e dei diritti civili». E termina così: «Quando le generazioni future guarderanno indietro, studieranno questo decennio decisivo nella storia delle Nazioni Unite e ci chiederanno quale ruolo abbia avuto ciascuno di noi». E non faranno sconti. Nemmeno a Sanchez.