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 2026  settembre 25 Venerdì calendario

«Per abbattere le emissioni aeree servono 101 miliardi di euro»

Il trasporto aereo genera in Italia un impatto economico complessivo di 78,1 miliardi di euro e sostiene 415 mila posti di lavoro, ma per raggiungere l’obiettivo delle emissioni nette zero al 2050 il settore dovrà mobilitare 101 miliardi di euro tra investimenti e costi aggiuntivi, pari a circa 4 miliardi l’anno. È quanto emerge dal Rapporto «Lo stato del trasporto aereo 2026: il futuro tra crescita e decarbonizzazione» presentato ieri a Roma nel corso del 5° congresso annuale della Fondazione PACTA (Patto per la decarbonizzazione del trasporto aereo), alla presenza anche del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, realizzato in collaborazione con TEHA Group–The European House –Ambrosetti. Lo studio, illustrato da Lorenzo Tavazzi, senior partner e responsabile dell’Area scenari e intelligence di TEHA, fotografa un 2025 in cui l’Italia è stata il secondo mercato aeroportuale dell’Ue con 230 milioni di passeggeri (+4,7% sul 2024). Il comparto ha generato nel 2024 35,6 miliardi di euro di fatturato e 133.800 occupati diretti, mentre dal 2010 le emissioni per passeggero sono scese del 22%. Oltre il 60% del fabbisogno di investimenti individuato dallo studio è destinato al carburante sostenibile per l’aviazione, la cui domanda in Italia è prevista crescere di circa 42 volte rispetto ai livelli attuali. Senza interventi, avverte il rapporto, le emissioni del settore potrebbero aumentare del 34% entro il 2050, con una perdita fino a 154 milioni di passeggeri e una riduzione dei ricavi fino a 17 miliardi di euro. «Il Net Zero non è solo un parametro tecnico, ma un’assunzione di responsabilità di ogni componente della filiera produttiva verso le future generazioni. In tale contesto, anche il cargo rappresenta una leva strategica per coniugare sostenibilità e competitività del Made in Italy», sostiene Carlo Mearelli, commissario straordinario dell’Enac.
«Decarbonizzazione, sicurezza energetica e competitività sono parte della stessa agenda industriale», commenta Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma e presidente della Fondazione PACTA. «La crescita del trasporto aereo resta una leva fondamentale di apertura, competitività e sviluppo per il Paese, ma deve proseguire lungo una traiettoria di progressiva riduzione delle emissioni, sostenuta da infrastrutture aeroportuali adeguate alla crescita della domanda e della connettività, da filiere energetiche più resilienti e da condizioni capaci di rendere possibili gli investimenti nel lungo periodo».
«Il futuro del trasporto aereo richiede infrastrutture aeroportuali sempre più efficienti, digitali e integrate con le altre forme di mobilità, assieme a una transizione ambientale concreta e sostenibile anche sul piano industriale», ragiona Joerg Eberhart, ceo e direttore generale di Ita Airways. Ma attenzione: «La competitività di uno scalo, così come il suo percorso di decarbonizzazione, si costruiscono molto prima. Occorre progettare e finanziare l’intero viaggio», ragiona Riccardo Dutto, Head of Industry Infrastructure della Divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo. L’unica certezza è che «il Saf, e in particolare il biojet, è oggi l’unica soluzione disponibile per decarbonizzare. E più che mai dovrebbero essere considerati anche per la sicurezza energetica», dice Andrea Di Stefano, responsabile Affari regolatori e market design di Enilive.
La Fondazione PACTA riunisce 21 soggetti rappresentativi dell’intera filiera: Aeroporti di Roma, in qualità di socio fondatore, Enilive, Ita Airways, Intesa Sanpaolo, Aeroporto di Bologna, Airbus, Aviapartner Handling, Enel Foundation, Mundys, Save, Swissport, Aeroporti 2030, Aviation Services, Boeing, Enav, Italo, Ip, Poste Italiane, Snam, Marsh Risk e Roland Berger.