Corriere della Sera, 25 settembre 2026
Gli 007 lituani lanciano l’allarme: «Piano russo contro il Sud dell’Ue»
È stato il giorno della minaccia più precisa e circostanziata: «La Russia prepara nuovi attacchi con droni in Europa, ma questa volta contro i Paesi mediterranei. I servizi di intelligence americani hanno raccolto informazioni sui piani di escalation del Cremlino e le hanno condivise con diversi governi europei», ha scritto il giornale spagnolo El Mundo da Vilnius, citando una fonte anonima vicina al ministero della Difesa della Lituania: «Utilizzeranno droni lanciati dal mare, nascosti nel container di una nave; non è affatto difficile».
Italia, Francia e Spagna possibili bersagli di nuovi attacchi russi, dopo le azioni contro i Paesi baltici e gli Stati vicini all’Ucraina e in particolare dopo l’attentato più grave, il drone carico di esplosivo che il 4 agosto scorso avrebbe potuto fare vittime all’aeroporto di Lipsia, in Germania. Dopo ore di preoccupazione, il primo a smentire è stato il ministro italiano della Difesa, Guido Crosetto: «Non trova alcuna conferma l’allarme lanciato da un quotidiano spagnolo che ipotizza possibili attacchi a Italia, Spagna e Francia da parte di navi e droni russi. Già viviamo in tempi difficili e “nervosi” e non serve a nessuno ulteriore benzina sul fuoco».
In serata, il presidente francese Emmanuel Macron ha citato il ministro italiano confermando la smentita, proprio all’inizio dell’attesa intervista a reti unificate su Tf1 e France 2 all’interno del telegiornale delle 20: «Questa informazione la possiamo smentire. Il ministro della Difesa italiano ha fatto la stessa cosa». Per il resto, il quadro globale di allarme viene confermato.
Macron non parla più di guerra «ibrida», denuncia i «continui atti ostili e talvolta criminali» da parte della Russia contro l’Europa, e giudica credibile un imminente «reclutamento di 300 mila uomini» da impiegare nell’assalto russo al Donbass perché «lo indicano molti indizi concordanti». La Cia può non avere condiviso piani specifici contro i Paesi mediterranei, ma «se mi chiedete se può succedere anche in Francia quello che è accaduto a Lipsia, la mia risposta è sì».
Prima dell’intervento di Macron, l’intelligence della Danimarca ha organizzato una conferenza stampa per affrontare la possibilità di un attacco russo: «Esiste un rischio basso ma crescente che Mosca lanci un attacco militare limitato contro uno o più Paesi della Nato confinanti con la Russia», ha detto Thomas Ahrenkiel, capo del Ddis (Danish defence intelligence service). L’agenzia ritiene ancora «altamente improbabile che la Russia abbia interesse a invadere un Paese Nato, ma non possiamo escluderlo».
La Polonia in particolare è bersaglio delle provocazioni, nelle ultime ore. Nella notte tra mercoledì e giovedì un incendio è divampato in una stazione di comunicazioni satellitari Starlink (il fornitore internet fondato da Elon Musk), usata dalla Polonia e dall’Ucraina. «Un atto di sabotaggio – ha detto il ministro per gli Affari digitali, Krzysztof Gawkowski – deliberatamente pianificato per mettere fuori uso l’accesso a Internet di varie istituzioni, tra cui l’esercito ucraino». Mercoledì un elicottero da combattimento russo ha sconfinato nello spazio aereo della Polonia, che ha fatto decollare i suoi caccia, e il premier Donald Tusk ha annunciato che i valichi di frontiera tra Polonia e Ucraina sono stati evacuati a causa dei bombardamenti russi, sempre più vicini.
«La Russia sta intensificando le sue azioni ma la Nato è pronta ad affrontarle», ha dichiarato il segretario generale dell’alleanza atlantica Mark Rutte durante una cerimonia in memoria degli attentati dell’11 settembre 2001 a New York, invitando i Paesi membri a fornire «maggiore sostegno all’Ucraina se vogliono davvero inviare un segnale ai russi in occasione di ogni incidente o attacco ibrido».