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 2026  settembre 25 Venerdì calendario

Casa Bianca, scontro sul blocco alle esportazioni di gasolio

Diesel caos alla Casa Bianca. L’ipotesi di un blocco temporaneo delle esportazioni di gasolio per cercare di far scendere i prezzi sul mercato americano alla vigilia delle elezioni del 3 novembre sta provocando duri scontri dentro l’amministrazione e tra governo e industria. Di possibili interventi per cercare di calmierare i prezzi dei carburanti si parla da tempo ma fin qui tutte le ipotesi sono state scartate: blocchi dell’export sono difficili da attuare, rischiano di essere controproducenti se spingono le raffinerie a ridurre la produzione e il presidente rischierebbe un altro conflitto con la magistratura e la Corte Suprema, come avvenuto per i dazi.
Ma pare che l’umore di Donald Trump sia cambiato domenica quando il senatore dell’Iowa, Chuck Grassley, 93 anni, «grande vecchio» del Congresso e autorevolissima figura repubblicana, ha sentenziato: «II prezzo del diesel sta uccidendo l’agricoltura americana». A un mese dal voto, col rischio di una rivolta dei coltivatori nelle urne e la possibilità di perdere un seggio senatoriale (quello di Ashley Hinson) anche in Iowa, Stato agricolo per eccellenza, pare che Trump abbia virato bruscamente.
Nonostante l’opposizione dei ministri dell’Energia, Chris Wright, e del Tesoro, Scott Bessent, oltre che delle imprese del settore, martedì il presidente si è detto favorevole a un blocco temporaneo dell’export mentre alcuni anonimi lobbisti che stanno cercando di evitare una misura di questo tipo hanno riferito al sito Politico di un piano di sospensione delle vendite all’estero per 90 giorni che potrebbe essere varato nel weekend. La Casa Bianca ha smentito, Bessent ha detto che si sta vedendo se il nodo può essere affrontato con interventi volontari dei produttori o con uno stop parziale.
La Ue ha preso la cosa molto sul serio anche perché, con le guerre che hanno compromesso parte della produzione diesel di Arabia Saudita, Emirati e Russia, l’export Usa oggi copre una grossa quota del mercato mondiale. Un suo blocco, anche temporaneo, farebbe esplodere i prezzi. Il portavoce della Commissione ha detto che funzionari europei hanno avvertito gli americani che una simile mossa avrebbe conseguenze gravi aggiungendo che «l’Unione si aspetta di essere consultata da un grande partner prima dell’adozione di misure destinate a impattare sui rispettivi mercati».
Non sarà certo l’Europa a fermare Trump, ma gli analisti avvertono che un blocco dell’export potrebbe avere contraccolpi negativi di lungo periodo sui prezzi: se le raffinerie rallenteranno, calerà anche l’offerta di benzina, oltre che di gasolio. Ma Trump pensa al breve periodo: far scendere subito il diesel che ha superato i 6 dollari e mezzo a gallone (+75% in un anno), anche se solo per poche settimane. Potrebbe non funzionare nemmeno questo: le raffinerie sono quasi tutte in Louisiana, sul Golfo del Messico, mentre le carenze di diesel si sentono nel Nord agricolo e in California. Con gli oleodotti che già lavorano alla massima capacità, il gasolio andrebbe trasportato in nave: costoso e tempi assai lunghi.