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 2026  settembre 24 Giovedì calendario

9 italiani su 10 seguono l’economia ma solo 1 su 3 legge fonti specializzate

Quasi 9 italiani su 10 si informano sui temi economici, ma a prevalere è principalmente un atteggiamento passivo e superficiale, soprattutto fra i più giovani, senza la ricerca di informazioni specifiche. È quanto emerge dal sondaggio Radar Swg condotto a settembre su un campione di 800 cittadini per la Fondazione Lottomatica.
La ricerca è stata presentata ieri alla sala del refettorio della Biblioteca della Camera dei deputati nel corso di un incontro per ricordare il giornalista del Messaggero Luca Cifoni, scomparso nel 2024. «Un grande professionista, un grandissimo giornalista, una persona perbene capace di restituirti sempre in maniera pacata ma ferma la realtà delle cose», è stato il ricordo del direttore del Messaggero, Roberto Napoletano. All’incontro, dal titolo “Fatti non cose, raccontare l’economia” si è parlato della crescente polarizzazione del dibattito pubblico e delle sempre più forte sfiducia nei confronti delle fonti, in un contesto segnato da un pesante sovraccarico informativo. «I numeri hanno un cuore e un’anima e parlano molto di più di un articolo lunghissimo», ha detto ancora il direttore del Messaggero.
Dopo l’introduzione del presidente della Fondazione Lottomatica, Riccardo Capecchi, di numeri e di come l’economia e la politica vengono viste dai mass media, moderati da Simone Canettieri, hanno discusso il direttore delle relazioni esterne dell’Istat Davide Colombo, il direttore di Milano Finanza Roberto Sommella, il giornalista del Messaggero Andrea Pira, il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, l’ex ministra dem Paola De Micheli, il deputato di Fratelli d’Italia, Marco Tremaglia, e il responsabile economia del Pd, Antonio Misiani che ha definito il giornalismo economico «un’infrastruttura fondamentale della democrazia».
Tornando ai risultati della ricerca di Swg viene fuori che non solo l’11% degli italiani non mostra alcun interesse per le notizie economiche, ma la maggioranza si accontenta di informazioni che provengono dai media generalisti o dai social. A leggere fonti specialistiche è meno di un italiano su tre con una prevalenza di baby boomers. Tra Millennials e Gen Z oltre il 58% si informa solo via social e generalisti.
Gli italiani vedono poi l’economia soprattutto come sistema di produzione e distribuzione di beni e servizi. A seguire l’idea di economia come sistema regolativo dei mercati o come spirito imprenditoriale. Sul ruolo dello Stato le posizioni sono discordanti, per quanto prevalga l’idea di uno Stato che non si limita a dare le regole, ma che interviene attivamente, da un lato redistribuendo la ricchezza e agendo con linee di indirizzo, stimolazioni e incentivi.
Pensando al futuro, la richiesta degli intervistati si concentra su interventi a sostegno della sfera pubblica e della transizione energetica. Alla domanda su quali siano i settori economici sui quali si dovrebbe maggiormente investire, le risposte hanno messo infatti ai primi posti salute ed istruzione, insieme alle energie rinnovabili, mostrando minore entusiasmo verso la tecnologia e l’intelligenza artificiale.