Corriere della Sera, 24 settembre 2026
«Luca Spada faceva esperimenti da serial killer su sé stesso»
«Sembra che Luca Spada abbia sperimentato su di sé ciò che ha fatto provare alle sue vittime... risultano dei suoi ricoveri effettuati per una sintomatologia simile... in letteratura sovente si riscontra tale pratica da parte dei killer seriali». Lo scrive la sezione di psicologia investigativa dei carabinieri del Racis che ha tracciato un profilo personologico di Luca Spada, l’ex autista-soccorritore della Croce Rossa di Forlimpopoli (Forlì) finito in carcere con l’accusa di aver ucciso una paziente e indagato per altri cinque delitti. Risulta infatti che Spada lo scorso anno, quando sono decedute le sei persone anziane che trasportava (dal 24 febbraio al 28 novembre 2025), si sia rivolto alle cure del pronto soccorso per se stesso sei volte lamentando un’improvvisa perdita di forza. «In due occasioni, dopo essere stato visitato ha improvvisamente manifestato episodi di desaturazione poco dopo l’applicazione di un catetere venoso periferico». Spada è accusato di aver causato delle embolie gassose insufflando aria con siringhe mentre i pazienti, tutti anziani e fragili, venivano trasportati. Nella loro relazione gli specialisti ipotizzano qualche movente: «Bisogno di potere e controllo sulla vita e sulla morte delle vittime; componente sadica connessa alla gratificazione derivante dall’esito letale; motivazioni di tipo vendicativo o di risentimento, eventualmente rivolte verso pazienti, colleghi o istituzioni». Spada, che collaborava anche con un’impresa di pompe funebri, ha sempre respinto le accuse: «Non ho ucciso nessuno, né per soldi né per altre ragioni. Non sono il mostro che dicono». Nel frattempo il gip di Forlì ha respinto la richiesta di revoca della custodia cautelare in carcere. Secondo il giudice persiste il pericolo di reiterazione del reato. E richiama le conclusioni del Racis: «Personalità ossessiva e incontrollabile».