Corriere della Sera, 24 settembre 2026
L’Ocse alza le stime del Pil: +0,9%. Giorgetti: meno tasse al ceto medio
Il taglio delle tasse per il ceto medio resta la priorità della manovra. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti lo ha ribadito ieri, rispondendo al question time alla Camera. Giorgetti si prepara al confronto con la Commissione europea sulla clausola di salvaguardia per le spese in difesa ed energia, dopo che i dati definitivi dell’Istat sul rapporto deficit/Pil hanno confermato che l’Italia non uscirà con un anno di anticipo dalla procedura d’infrazione. «Nessun fallimento sul deficit, siamo perfettamente in linea con il preventivato», ha dichiarato il ministro. A pesare sul deficit sono stati soprattutto gli investimenti in infrastrutture di due partecipate pubbliche, Anas e Rfi. Nel 2025 hanno speso più di quanto previsto la primavera scorsa in occasione del Dfp. A questo si aggiungono ulteriori spese che fanno capo ai partenariati pubblico-privato. Il sistema di rilevazione delle operazioni di partenariato non è sempre «compatibile con le esigenze della compilazione dei conti», ha lamentato Giorgetti, dicendo che il Mef «ha più volte sollecitato modifiche normative per rafforzare il sistema di rilevazione». Anche il continuo aggiornamento dei dati Istat, secondo Giorgetti, «ha un impatto rilevante ai fini delle decisioni di bilancio nazionali in quanto modifica ex post parametri utilizzati nella procedura di sorveglianza fiscale europea e nella predisposizione dei documenti di finanza pubblica».
La crescita
Ieri intanto l’Ocse ha rivisto al rialzo le stime del Pil dell’Italia che crescerà dello 0,9% nel 2026 (contro lo 0,5% previsto a giugno), per poi contrarsi allo 0,6% nel 2027. «Questo non ci pone in coda in Europa. Altri Paesi stanno in condizioni assai peggiori in un contesto internazionale sfavorevole», ha sottolineato Giorgetti. La crescita italiana è stata trainata anche dagli investimenti del Pnrr. «Un motore che verrà a mancare», ha evidenziato il capoeconomista dell’Ocse Stefano Scarpetta, esortando ad andare avanti con le riforme. Ieri il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, ha annunciato il conseguimento dei 156 obiettivi della decima e ultima rata del piano. Gli ultimi 28,4 miliardi arriveranno entro il 31 dicembre. Nelle prospettive economiche dell’Ocse si evidenzia anche che l’Italia è una delle economie del G20 in cui il livello dei salari è ancora pari o inferiore al pre-pandemia. «I dati hanno riconfermato, sbugiardando le propagande elettorali che il governo sta mettendo in campo, che c’è bisogno di una crescita reale dei salari», ha dichiarato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.
La manovra
Per quel che riguarda la manovra una «sintesi» verrà fatta dopo l’aggiornamento del quadro di finanza pubblica. Per il taglio dell’Irpef l’obiettivo resta estendere l’aliquota del 33% ai redditi fino a 60 mila euro. Tra gli obiettivi indicati da Giorgetti anche il taglio strutturale del bollo auto e la flat tax per gli aumenti di stipendio dei giovani. «All’inizio di ottobre si saranno chiarite le indicazioni del governo», ha spiegato Giorgetti. Sempre a ottobre potrebbe approdare in Aula la riforma della Rai. Ieri la commissione Ambiente del Senato ha approvato quasi tutti gli emendamenti, a partire da quello sul canone, che si potrà tagliare solo a patto che ne venga reintegrato l’importo, attingendo alla fiscalità generale.