Corriere della Sera, 24 settembre 2026
Trump invita Putin al G20. Zelensky: «La sua guerra non si fermerà all’Ucraina».
L’invito è partito: Vladimir Putin è atteso al G20 di Miami a dicembre. A dirlo è stato il segretario di Stato Marco Rubio, dopo l’incontro a New York con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov: «Abbiamo invitato il presidente Putin al G20, penso che sia un’opportunità per dialogare non solo con lui ma con altri leader. Spero che accetti». Un’eventuale presenza del presidente russo, ha aggiunto il capo della diplomazia americana, offrirebbe «un’altra opportunità» per un faccia a faccia con Donald Trump. «Per risolvere i problemi bisogna incontrare le persone con cui si è in disaccordo».
Dal podio dell’Assemblea generale Volodymyr Zelensky ha avvertito che il conflitto rischia di spingersi ancora oltre. «Non abbiamo scelto questa guerra, ma abbiamo scelto di non perdere il nostro Paese e la nostra sovranità», ha detto, chiedendo ai leader mondiali di colpire le entrate russe: «Quando qualcuno dà alla Russia più denaro attraverso il commercio, allunga la durata del conflitto». Poi l’attacco a Putin: «È il paziente zero, quello da cui la guerra continua a diffondersi. E deve essere fermato». Il leader ucraino ha anche accusato Mosca di reclutare con l’inganno cittadini di 47 Paesi per combattere: «Non lasciate che Putin vi trascini in guerra». Preoccupante anche lo sviluppo dell’intelligenza artificiale: «All’inizio del prossimo anno ci sarà la possibilità che l’Ai inizi a decidere cosa succede sul campo di battaglia. Dovremmo fermarci prima di raggiungere quel punto» ha detto il presidente. Proprio mentre parlava, a Kiev un attacco russo colpiva un centro congressi che ospita la sede del suo partito, ultimo di una serie di raid sul Paese.
La tensione ha lambito anche la Nato. Un elicottero russo Mi-8 proveniente da Kaliningrad ha violato lo spazio aereo polacco a nord di Braniewo, penetrando per 300 metri e restando oltre confine 42 secondi. Varsavia ha fatto decollare i caccia e mantenuto in allerta le forze di terra. Per il comando operativo polacco, Mosca starebbe «mettendo alla prova la prontezza della nostra difesa aerea».
È in questo clima che Rubio prova a riaprire un varco diplomatico. Dopo il colloquio con Lavrov ha riferito che sia Mosca sia Kiev avrebbero manifestato interesse per cessate il fuoco limitati agli attacchi alle infrastrutture energetiche e alla sicurezza della navigazione nel Mar Nero. «Non sarà facile», ha ammesso. Il Cremlino, poche ore prima, aveva gelato le aspettative: per il portavoce Dmitry Peskov «non ci sono i presupposti» per veri negoziati di pace, pur restando Mosca disponibile al dialogo.
Putin ha letto il risultato delle parlamentari dello scorso fine settimana come una conferma della linea del Cremlino e del sostegno alla guerra. Con un’affluenza ufficiale del 59,3% e Russia Unita oltre il 57%, destinata a controllare 355 seggi su 450 alla Duma, il presidente ha sostenuto che il voto dimostra l’appoggio dei russi agli sforzi per «rafforzare il Paese». Ai soldati al fronte ha detto: «Questo voto è per voi. La gente crede in voi, crede nella nostra vittoria».
Sull’invito del capo del Cremlino a Miami è prudente Antonio Tajani: «È una decisione americana. Se serve a favorire il dialogo, vedremo». Ma il ministro degli Esteri ha avvertito che «la prospettiva di pace dipende soprattutto dalla Russia, che non pare voglia sedersi al tavolo», ribadendo che l’Italia continuerà a sostenere Kiev e a esercitare pressione su Mosca con le sanzioni.