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 2026  settembre 23 Mercoledì calendario

Harvey Weinstein condannato a 15 anni di carcere

È stato per anni uno degli uomini più potenti di Hollywood, produttore di film premiati e fondatore, insieme al fratello Bob, della Miramax. Harvey Weinstein, 74 anni, è però diventato il simbolo dello scandalo che nel 2017 ha travolto l’industria cinematografica e contribuito alla diffusione globale del movimento #MeToo. Ora è stato condannato a 15 anni di carcere a New York per l’aggressione sessuale ai danni di Miriam Haley, ex assistente di produzione, avvenuta nel 2006. Weinstein ha sempre negato di aver aggredito sessualmente o violentato le donne che lo hanno accusato, sostenendo che i rapporti fossero consensuali.
Il caso Miriam Haley
Haley aveva raccontato di essere stata invitata nell’appartamento di Weinstein a Manhattan nel 2006. Secondo la sua testimonianza, dopo aver respinto le avances del produttore, fu costretta a un atto sessuale orale. Nel 2020 Weinstein era stato riconosciuto colpevole per l’aggressione a Haley e per lo stupro di Jessica Mann nel 2013, ricevendo una condanna complessiva a 23 anni. Nel 2024 la Corte d’Appello di New York aveva però annullato la condanna, ritenendo che nel primo processo fossero state ammesse testimonianze relative ad accuse non comprese nel procedimento, violando il diritto di Weinstein a un processo equo. Nel nuovo processo del 2025 Weinstein è stato nuovamente riconosciuto colpevole per l’aggressione a Haley. La giuria lo ha invece assolto dall’accusa relativa all’ex modella Kaja Sokola e non ha raggiunto un verdetto sull’accusa di stupro nei confronti di Jessica Mann.
La vicenda di Jessica Mann
L’accusa di stupro nei confronti di Jessica Mann è stata nuovamente esaminata nel 2026. A maggio, dopo tre giorni di deliberazioni, la giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto unanime e il giudice Curtis Farber ha dichiarato il processo nullo per quella contestazione. A giugno i procuratori di Manhattan hanno deciso di non procedere con un quarto processo, dopo che Mann aveva comunicato di non riuscire più ad affrontare un nuovo procedimento. Il giudice Farber ha quindi formalmente archiviato l’accusa. Weinstein ha continuato a negare di averla violentata, sostenendo che la loro relazione fosse consensuale. Per l’aggressione a Haley, invece, è arrivata la sentenza odierna: 15 anni di carcere. Weinstein aveva già trascorso più di sei anni in cella nell’ambito della precedente condanna, poi annullata.
Le testimonianze delle accusatrici
Il 5 ottobre 2017 il New York Times pubblicò un’inchiesta che raccolse le testimonianze di diverse donne che accusavano Weinstein di molestie sessuali e comportamenti indesiderati avvenuti nell’arco di circa trent’anni. Tra loro c’era l’attrice Ashley Judd, che raccontò di essere stata invitata in un hotel con il pretesto di un incontro di lavoro e di essersi trovata di fronte alle avances del produttore. L’articolo rivelò inoltre l’esistenza di accordi e documenti relativi ad alcune delle accuse. Cinque giorni dopo, il New Yorker pubblicò un’altra inchiesta, nella quale 13 donne raccontavano episodi di molestie, aggressioni sessuali e, in tre casi, stupri che attribuivano a Weinstein. Tra le testimonianze c’erano quelle delle attrici Asia Argento e Lucia Evans. L’articolo riportò inoltre una registrazione realizzata dalla polizia di New York nel 2015 durante un’operazione sotto copertura, nella quale Weinstein ammetteva di aver toccato la modella Ambra Battilana Gutierrez. Nei giorni e nei mesi successivi altre donne resero pubbliche le loro accuse. Tra i nomi più noti ci sono Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie, Rose McGowan, Lupita Nyong’o, Salma Hayek, Mira Sorvino, Cara Delevingne, Léa Seydoux, Romola Garai e Daryl Hannah. Le testimonianze riguardavano episodi differenti: alcune donne parlarono di molestie e avances indesiderate, altre di aggressioni sessuali o stupro.
Il caso che fece esplodere il #MeToo
Le rivelazioni del 2017 provocarono la caduta di uno degli uomini più potenti di Hollywood. Weinstein fu licenziato dalla società che aveva fondato con il fratello Bob e venne espulso dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Le testimonianze contribuirono inoltre alla diffusione internazionale del movimento #MeToo. Nato nel 2006 dall’attivista Tarana Burke, il movimento raggiunse una dimensione globale nel 2017, anche grazie alla diffusione sui social dell’hashtag promosso dall’attrice Alyssa Milano. Nel giro di poche settimane, milioni di donne iniziarono a utilizzarlo per raccontare esperienze di molestie e aggressioni sessuali.
La condanna in California
La vicenda giudiziaria di Weinstein non si esaurisce con il tribunale di New York, Weinstein è stato condannato anche in California per un altro caso di violenza sessuale. Nel 2022 una giuria di Los Angeles lo ha riconosciuto colpevole di uno stupro e di due aggressioni sessuali ai danni della modella e attrice di origine russa Evgeniya Chernyshova, per un episodio del 2013. Nel 2023 era stato condannato a 16 anni di carcere. Nel giugno 2026 una corte d’appello della California ha confermato le condanne, ma ha annullato la pena di 16 anni e disposto una nuova determinazione della pena. I giudici hanno ritenuto che, nel fissare la precedente condanna, fossero state considerate anche le condanne di New York successivamente annullate. Weinstein resta quindi condannato in California, dove dovrà affrontare un nuovo passaggio giudiziario sulla pena.