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 2026  settembre 23 Mercoledì calendario

Viaggio tra gli studentati

A Napoli le stanze dello studentato finanziato con i fondi del Pnrr somigliano alla cuccetta di un traghetto. “Le camere non sono state costruite. Sono state montate”, si legge sul sito di Ibrido. Le fotografie confermano. Sono 610 posti appena ricavati in un palazzo del Centro direzionale. Trecento sono doppie, appena dieci singole. Pareti, arredi e persino il bagno arrivano come moduli prefabbricati, assemblati con “la tecnologia della cantieristica navale”, la stessa delle cabine delle navi. Due letti, due scrittoi, armadi, bagno. Prezzo: 497,15 euro a testa, quasi mille euro complessivi al mese. La rarissima singola ne costa 680. Sono tariffe “calmierate”. Viene da chiedersi a che cifra si sarebbe arrivati se non lo fossero state. Attorno al Centro Direzionale si trovano annunci di stanze singole a 350, 480, 500 euro; nell’area di Poggioreale diverse offerte scendono tra i 250 e i 365. Quella finanziata dal Pnrr invece ne costa 680, collocandosi nella fascia alta del mercato di zona. È vero che comprende utenze, climatizzazione, wi-fi e servizi comuni, ma resta curioso che l’alternativa al caro-casa incentivata dai soldi pubblici costi più di gran parte delle stanze private che la circondano.
Lo Stato versa al gestore 19.966 euro per ciascun posto letto. Non sono soldi per lavori e mattoni: il contributo serve a sostenere i proventi da locazione dei primi tre anni. Poi, finite le lezioni, Ibrido torna un albergo qualsiasi: ad agosto e settembre le stesse doppie finanziate dal Pnrr diventano camere per turisti da 130 euro a notte, colazione compresa.
A Bologna il lusso è lo spazio. Nove metri quadri e mezzo (più bagno). Tanto misura una delle 21 singole dello studentato appena ristrutturato in via Marziale, quartiere Navile: letto da 90 centimetri, scrivania, armadio, comodino. Quanto costa? 595 euro al mese. Non siamo nemmeno in centro: per arrivare nella zona universitaria di via Zamboni lo stesso gestore indica 20 minuti di autobus; 13 per il Polo Navile. In zona San Donato, assai più vicino all’università, gli annunci propongono singole a 450, 500, 550 euro. Ce ne sono anche sopra i 600, naturalmente: Bologna, come le altre città turistiche e universitarie, è una giungla. Ma è proprio questo il punto: i soldi del Pnrr dovevano offrire un’alternativa economica, non aumentare il volume dell’offerta in un mercato impazzito.
A Milano si va oltre. La Residenza Preziosina è a Cimiano, periferia est. La singola Pnrr non destinata al diritto allo studio costa 727,50 euro al mese; la doppia 556 a persona. Devono essere pensate per studenti davvero facoltosi, anche se comprendono le utenze, le pulizie e il cambio lenzuola. Negli annunci pubblicati in questi giorni a Cimiano le singole si trovano generalmente tra 500 e 680 euro, diverse anche sotto i 600. La stanza “calmierata” finanziata dal Pnrr, ancora una volta, costa di più.
Ultima fermata, Roma. Il Seraphicum sta all’Eur, in fondo alla linea B: 500 metri a piedi dalla metro Laurentina, non proprio dentro un campus. Le camere hanno il bagno privato e la singola parte da 690 euro, la doppia da 495 a testa. Per confronto, SoloAffitti rileva prezzi fra 500 e 650 euro nelle zone di Roma Tre e fra 350 e 600 attorno a Tor Vergata (il secondo e il terzo polo universitario cittadino, quelli più “vicini” al Seraphicum). Anche qui sono comprese utenze, wi-fi e pulizia, mentre lavanderia, palestra e mensa sono extra.
Almeno il 30 per cento dei posti letto finanziati dal Pnrr – ricordiamolo: 19.966 euro per ognuno – deve essere riservato agli studenti nelle graduatorie per il diritto allo studio: non significa automaticamente alloggi gratuiti, perché si applicano le tariffe stabilite dagli enti regionali e il costo effettivo dipende dal beneficio riconosciuto allo studente. Sul restante 70 per cento invece la prescrizione per il gestore è applicare uno sconto del 15 per cento rispetto al valore medio di mercato calcolato dal sistema. Così diventano “calmierati” i 595 euro di Bologna, i 680 di Napoli, i 690 della periferia di Roma e i 727 di quella di Milano.
Bernini in questi giorni di inaugurazioni sta presentando il Piano come la risposta definitiva al problema abitativo degli universitari. “Quando sono arrivata nel 2022 c’erano le tende”, ripete come un mantra durante le inaugurazioni, dove rivendica oltre 63mila nuovi posti (ne sono stati aperti la metà). Per il ministero ogni nuovo letto dovrebbe significare poter scegliere dove studiare “senza che il costo dell’abitare diventi un ostacolo”, ma la propaganda sbatte contro la realtà: nove metri e mezzo per 600 euro al mese, prefabbricati venduti come un viaggio in crociera e singole che superano la media dei prezzi dei quartieri periferici in cui si trovano. Le tende magari sono uscite dalle fotografie, ma con Bernini esultano solo i privati.