repubblica.it, 23 settembre 2026
Rapper bloccano la Milano-Meda per un video. Lega all’attacco, la replica: “Odio razziale”
Hanno bloccato la Milano-Meda, fra le arterie più trafficate della Lombardia, per girare un videoclip – con tanto di riprese aeree per mostrare le code chilometriche create – e si sono ritrovati nell’occhio del ciclone: per lanciare sui social la canzone “Bratva”, di prossima uscita, i rapper 351bratan, Omar Ramo e Dariè Baby hanno scelto un palcoscenico quanto meno insolito, attirandosi un diluvio di critiche da parte degli automobilisti che quotidianamente viaggiano lungo quella strada.
Tutto previsto e molto probabilmente voluto dai tre – qualunque cosa pur di creare “hype” fra i follower – che però forse non immaginavano di diventare anche un caso politico: il reel diffuso su Instagram è infatti stato condiviso sui profili social nazionali della Lega, con il commento “Rapper marocchino blocca la Milano-Meda causando code lunghe chilometri per girare un video musicale”.
Da lì in poi ovviamente le esternazioni dei follower del Carroccio hanno imboccato una china prevedibile: si va da “aiuto, la fine dell’Italia” alle considerazioni di chi è sicuro che “a un italiano avrebbero chiesto 18 permessi e alla fine gli avrebbero detto ‘niente da fare’. Ma vuoi mettere il valore artistico, musicale e culturale de ’sto marocchino” e così via degenerando.
Peccato però che solo uno dei tre rapper coinvolti, Omar Ramo, sia effettivamente di origine marocchina: 351bratan è originario della Russia (351 è appunto il prefisso telefonico della città russa di Čeljabinsk), mentre Dariè Baby è pugliese.
“Strumentalizzare le notizie per creare odio razziale, questo stanno facendo – ha scritto 351bratan nelle stories di Instagram – Io non sono marocchino e lo sanno. Questo vi fa capire tutto”.
Mentre Omar Ramo ha attaccato, sempre via Instagram, chi ha espresso critiche per la trovata dei tre rapper: “Ora tutti vigili, persone esemplari e dispensatori di come ci si comporta. Ma andate a rubare, va’”.
La polemica intanto non accenna a placarsi: “Le immagini sono sconvolgenti, un vero schiaffo alla sicurezza dei cittadini e a qualsiasi senso di civiltà e moralità di questo Paese” commenta in una nota Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e mobilità sostenibile (FdI), auspicando che “gli inquirenti acquisiscano il video di quanto accaduto e sappiano trarre le giuste conclusioni, ipotizzando la sanzione penale nei confronti di chi ha deciso di mettere a repentaglio la vita di centinaia di persone”.
Secondo Lucente, “ormai siamo pieni di video e slogan di fantomatici maranza e pseudo rapper che inneggiano contro l’Italia e le forze dell’ordine. Sarebbe ora che la piantassero e che finalmente prendessero l’unica decisione sensata: tornare nei Paesi d’origine. Dove forse non sarebbero trattati in maniera così mite come purtroppo accade troppo spesso in Italia”.
È dello stesso avviso il collega di partito Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza: “La misura è colma, non può esserci tolleranza verso questi comportamenti di chi si sente e, a volte, resta impunito. Ho scritto al Prefetto per valutare l’applicazione del Decreto Sicurezza che prevede il reato di blocco stradale con pena dai sei mesi ai due anni di reclusione se effettuato da più persone, come in questo caso”.