repubblica.it, 23 settembre 2026
L’Unità non esiste più: l’editore Romeo licenzia tutta la redazione
La pagina online dell’Unità è ferma al 7 luglio. «Attentato di Monaco, trovata morta a Kiev la sospettata», recita ancora il titolo d’apertura. Poi più nulla. Il 14 settembre, poco più di due mesi dopo lo stop alle pubblicazioni, Romeo Editore mette un altro punto: licenzia l’intera redazione. L’Unità con i suoi giornalisti non esiste più: adesso è solo un contenitore vuoto. A ricevere le lettere sono il direttore Piero Sansonetti, i tre redattori e il grafico. Cinque lettere di licenziamento identiche, che azzerano la redazione del quotidiano tornato in edicola nel maggio 2023. Sansonetti, raggiunto da Repubblica, non vuole parlare: «No comment».
E tutto accade mentre resta ancora sospesa la partita sul futuro della storica testata fondata da Antonio Gramsci. Nei mesi precedenti allo stop Romeo aveva infatti avviato una trattativa con il Partito democratico per la cessione del giornale. Un confronto che non ha portato all’accordo: il 7 luglio Romeo ha sospeso le pubblicazioni, mentre il Pd ha continuato a dichiararsi interessato a riportare l’Unità nella disponibilità del partito.
Adesso però si apre un’altra partita. Quella sui licenziamenti. Due delle cinque lettere sono già state impugnate: quella di una dei tre redattori e quella del grafico. Un giornalista ha deciso di contestare il provvedimento affidandosi al giuslavorista Francesco Bronzini e all’avvocata Gloria Muccioli Casadei. Nell’atto i legali definiscono “pretestuose” le motivazioni utilizzate da Romeo Editore per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo e contestano anche l’impossibilità di trovare alla redattrice un’altra collocazione all’interno della società. “Poteva e doveva essere ricollocata”, scrivono, sostenendo che le motivazioni contenute nella lettera siano “del tutto inventate”.
Da qui la richiesta di immediata reintegrazione e del pagamento delle retribuzioni perse dal licenziamento fino all’eventuale ritorno al lavoro. Se entro sette giorni non arriveranno il reintegro e quanto richiesto, Bronzini e Muccioli Casadei annunciano il ricorso alla magistratura del lavoro. Anche il grafico ha impugnato il licenziamento, contestandolo con motivazioni pressoché analoghe.
L’Unità è ferma dal 7 luglio. La battaglia intorno al giornale, invece, è tutt’altro che finita. Da una parte si profila lo scontro in tribunale per i lavoratori messi alla porta. Dall’altra resta aperta la partita con il Pd e la speranza che lo storico quotidiano possa tornare nelle mani dei dem e ripartire ancora una volta.