corriere.it, 23 settembre 2026
Intervista a Clara Rossi
Clara Rossi è la sorella di Valentino, leggenda del motomondiale, nove volte campione del mondo, amatissimo in Italia e nel mondo da genitori e figli, da nonni e nipoti. Clara però è prima di tutto lei: una ragazza di 29 anni dalla dizione perfetta («Wow, non me lo aveva mai detto nessuno», si imbarazza) che canta e che ha appena partorito il suo primo album. Uscirà il 25 settembre, si chiama «quel poco di cuore». Per ascoltarlo basta cercare “Clari” su Spotify. Sorride: «Dieci brani in cui c’è tutta Clara, con i suoi mille colori. Per una volta riesco a dirmi che sono stata brava».
Davvero viveva in un buco di casa con quattro coinquilini?
«Ero in Spagna, a Madrid. Ci ho vissuto sei mesi, soprattutto per migliorare la lingua. Era un viavai continuo. Facevo fatica a inserirmi, la timidezza mi frenava. Ho capito che dovevo buttarmi».
Eppure a 16 anni era stata negli Stati Uniti, alla DeForest School.
«Studiavo solfeggio e canto classico, mi esibivo in molti cori. E pensi: la famiglia che mi ospitava non sapeva minimamente chi fosse mio fratello».
Perché il titolo «quel poco di cuore»?
«È un invito ad esprimere le emozioni e a non difendere troppo il proprio cuore, altrimenti nessuno riesce a entrarci e ci isoliamo. Ancora oggi fatico ad aprirmi nelle relazioni personali, è un muro da abbattere».
Canta soprattutto d’amore. Cosa è per lei?
«Cosa sia non l’ho ancora capito, me lo chiedo tutti i giorni. Però so che non vorrei farne a meno. Anzi, che mi si spezzi di nuovo il cuore. Così potrò scrivere nuove canzoni».
Come ha iniziato?
«Ho iniziato a scrivere che ero una bambina, poi ho preso lezioni di canto per molti anni. Quindi sono arrivata al Naive recording studio di Francesco De Benedittis, dove Francesco Gazzè, fratello di Max, mi ha affiancato in alcuni brani dell’album».
Cosa le hanno insegnato?
«Che a volte, quando hai delle idee dettate dall’istinto, devi seguire quelle e lasciare stare tutto il resto».
La prima canzone?
«Avevo nove anni, era su mia nonna che non c’era più».
Quando l’ha persa?
«In realtà non l’ho mai conosciuta».
E come ha fatto a scriverci?
«Guardavo mia mamma e mi chiedevo per quali motivi dovesse crescere senza di lei».
Il suo idolo?
«Taylor Swift. Mi piace come racconta le storie. Poi anche Billie Eilish, ma non dimentico il cantautorato italiano. Sono cresciuta con i testi di De Andrè».
Una sua frase che si porta dentro?
«”E dietro ai microfoni porteranno uno specchio per farti più bella e pensarmi già vecchio. Tu regalagli un trucco che con me non portavi. E loro si stupiranno che tu non mi bastavi”».
Sorella Valentino
Il primo ricordo della Clara bambina?
«La campagna, i miei primi 18 anni a Tavullia. L’altalena di casa. L’erba del giardino, i tantissimi gatti».
Che cosa ammira di suo fratello Valentino?
«La determinazione con cui ha costruito tutto, il carisma. Da lui ho imparato anche solo guardandolo. Ma la moto mi fa paura (ride ndr)».
Le è mai pesato il cognome?
«Ho sempre vissuto una realtà staccata dalla sua. Età diverse, vite diverse. Per gli altri fare paragoni è sempre risultato difficile».
Ha mai pensato di partecipare a un talent?
«Ci ho provato».
Quale?
«Amici. Ma ero piccola e mi ritennero ancora immatura. Volevo vivere l’ansia del casting. Oggi la tv non la sceglierei».
Di lei si è parlato molto lo scorso gennaio: la lite fra Valentino e vostro papà Graziano, quest’ultimo che afferma di non volerle più versare l’assegno di mantenimento perché “Clara è grande, ora cammini sulle sue gambe”.
«Non è mai stata una questione economica. Io per prima voglio camminare da sola».
È arrabbiata con lui?
«Gli voglio bene e gli devo tanto. Quando ha capito che la sua prima passione, le moto, non faceva per me, ha optato per l’altro suo grande amore, la chitarra. È stato il primo a mettermene in mano una».
Vi riavvicinerete?
«Da parte mia non c’è niente di irrisolvibile».
Sogni nel cassetto?
«Continuare a cantare, a scrivere canzoni. E fare un concerto. Magari anche davanti a papà».