Corriere della Sera, 23 settembre 2026
La marcia dei cento preti: «Contro il genocidio a Gaza»
«Papa Leone XIV e il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, non si sono esposti pubblicamente ma sostengono questa marcia», dice don Pietro Rossini, giovane missionario saveriano, noviziato in Messico e un master in giornalismo presso la Boston University. Ha il senso della notizia, don Pietro, che partecipa anche a «MissioNET», progetto di evangelizzazione digitale, perciò alla fine della camminata dei «cento preti contro il genocidio», ieri pomeriggio, dal Vaticano a piazza Monte Grappa, ci tiene a ricordare davanti alle tv internazionali anche la vicinanza di padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia a Gaza City e del cardinale Pierbattista Pizzaballa, il patriarca di Gerusalemme: «L’abbiamo incontrato la settimana scorsa a Bologna – dice don Rossini – c’era pure il cardinale Matteo Zuppi», il presidente della Cei.
Non una manifestazione politica, chi ha portato la bandiera palestinese viene invitato a riporla. Ma una processione civile e cristiana: non slogan di odio, un gruppo che intona «Free Palestine» viene zittito rapidamente. E invece preghiere e canti (padre Xavier Morlans di Barcellona ha composto un inno per un villaggio in Cisgiordania) ma anche silenzio e, soprattutto, su un grande sudario bianco ecco i nomi degli oltre 300 bambini morti in Palestina e in Libano pur dopo gli annunci dei «cessate il fuoco». Lungo il percorso c’è chi contesta innalzando cartelli («Cristo è risorto non è morto a Gaza»). «L’anno scorso – racconta don Rossini – un gruppo sionista si presentò con degli ombrellini con la bandiera di Israele».
In piazza Monte Grappa c’è la sede di Leonardo spa e non a caso la Rete dei Preti contro il genocidio (composta da oltre 2.500 sacerdoti di 67 Paesi) ha scelto di terminarvi la manifestazione. Monsignor Giovanni Ricchiuti, arcivescovo emerito di Altamura-Gravina e già presidente di Pax Christi, ricorda la «pace disarmata e disarmante» di Papa Leone. L’arcivescovo di Manfredonia, Franco Moscone, pronuncia parole forti: «Sono inutili i mandati di cattura della Corte di giustizia internazionale contro i vari Putin e Netanyahu, piuttosto dovrebbero essere spiccati nei confronti di chi siede nei cda delle industrie di armi».
Suore indiane, accanto a preti americani, britannici, irlandesi, tedeschi: c’è Christian Carlassare, vescovo di Rumbek (Sud Sudan), il cardinale sudafricano Stephen Brislin ha mandato un suo rappresentante. Brislin fa parte della Rete insieme ai colleghi cardinali Alvaro Ramazzini (Guatemala) e Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat. Questa è la seconda edizione della marcia: «L’anno prossimo – conclude don Rossini – speriamo di non farla più, perché vorrebbe dire che a Gaza finalmente c’è la pace».