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 2026  settembre 23 Mercoledì calendario

«Senza accordo annienterò l’Iran». Ma a Putin Trump dice: basta guerra

Anche se si trovava di fronte ai leader e ai diplomatici internazionali riuniti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ieri Donald Trump ha pronunciato un discorso che mirava in parte a «vendere» la sua politica estera in patria, agli elettori americani scettici in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre.
Il presidente americano ha rivendicato d’essere un uomo d’azione «mentre gli altri parlano» soltanto e di avere «ridisegnato la scena mondiale». Al centro del discorso c’era l’Iran, sul quale ha detto di avere due opzioni: «Faremo un accordo che permetta loro di ricostruire e creare un Paese ancora più grande di prima... oppure annienterò la Repubblica islamica... li trascinerò all’inferno». Poi ha concluso: «Credo che faremo un accordo poco dopo le elezioni... Vogliono vedere come vado nelle elezioni di midterm. Ma quello che non capiscono è che io non sono in corsa, ho già vinto con una maggioranza gigantesca e sarò qui per altri due anni e mezzo. Sto aiutando il partito repubblicano ma non sto correndo» (anche se ha implorato di recente gli elettori a far finta che sulla scheda ci sia lui).
Le parole di Trump arrivano in un momento di vulnerabilità politica, con un nuovo sondaggio della Cnn secondo il quale solo il 26% degli americani approva la gestione della guerra, viste le conseguenze per l’aumento dei prezzi in patria. Trump è tornato ieri a promettere un calo dei prezzi della benzina, che però non si è materializzato. La delegazione iraniana è uscita dalla sala per protesta durante il discorso (come quella cubana quando Trump ha detto che Cuba è «fallita» e «cadrà»), ma dietro le quinte gli inviati del presidente Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato per tre ore membri della delegazione iraniana. Non è chiaro però se un accordo sia possibile. Forse l’Iran spera che il controllo del Congresso passi al partito democratico che forzi il presidente a porre fine alla guerra.
Trump ha anche citato gli elogi dei leader di Azerbaigian, Armenia, Ruanda, Cambogia e altri Paesi per gli accordi di pace da lui mediati: «Trump ha fatto un miracolo», «Impossibile senza l’impegno risoluto di Trump». La guerra in Ucraina resta aperta, ma a un giornalista che gli chiedeva quale fosse il suo messaggio per Putin, ha risposto: «Mettere fine alla guerra». Il suo discorso era meno polemico nei confronti degli alleati rispetto a quello dello scorso anno, quando disse che i Paesi europei stavano «andando all’inferno» a causa delle loro politiche migratorie e «verdi». Stavolta Trump ha detto di sperare che gli europei «si rendano conto» che erano minacciati dai missili iraniani e da un Iran nucleare e ha chiesto aiuto al mondo per realizzare un «completo isolamento economico» di Teheran.
Poco dopo, ha firmato l’accordo sulla Groenlandia, dopo avere minacciato per mesi di annetterla: i toni di tutti i leader erano positivi, il presidente ha annunciato la costruzione di due nuove installazioni militari e che l’America potrà «difendere il continente americano, l’Europa e altri luoghi». Ha detto che l’accordo prevede che i nemici degli Usa non possano stabilire basi o fare «investimenti sensibili» senza approvazione americana; i danesi lo descrivono diversamente, come un’intesa che tutela la loro sovranità e l’autodeterminazione della Groenlandia. Ma tutti hanno evitato lo scontro. Il presidente non ha risposto a un giornalista che gli diceva che tutto sommato sembrava contento, considerato che non ha ottenuto la proprietà dell’isola.
Alla fine del discorso sono tornati i consueti attacchi alle istituzioni multilaterali: l’Onu ha grande potenziale se «rinuncia a imporre un programma di estrema sinistra»; la Corte penale internazionale è un «tribunale antiamericano» e «tutte le nazioni che ne sono membri dovrebbero rassegnare le dimissioni»; il Consiglio per i diritti umani dell’Onu si occupa dei diritti transgender «anziché delle persecuzioni dei cristiani»; e perché serve l’Unesco per tutelare l’eredità culturale, quando l’Onu promuove le migrazioni che «la distruggerebbero»? Soprattutto Trump si oppone ai tentativi di stabilire un quadro globale per gestire i rischi dell’AI e a «ogni schema globalista» per controllarla. Anzi, dichiara che nei documenti americani si chiamerà Super Intelligenza, SI, perché il vecchio nome non le rende merito.