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 2026  settembre 22 Martedì calendario

Continua a diminuire il numero degli alunni nelle scuole primarie di Londra. Un fenomeno che negli ultimi cinque anni ha portato alla chiusura o alla fusione di circa 90 istituti scolastici

Continua a diminuire il numero degli alunni nelle scuole primarie di Londra. Un fenomeno che negli ultimi cinque anni ha portato alla chiusura o alla fusione di circa 90 istituti scolastici. Secondo i dati diffusi da London Councils e dall’Education Policy Institute (EPI), entro il 2030 si registrerà un calo di 400.000 alunni, soprattuto nei ricchi quartieri gentrificati della capitale. 
All’inizio di quest’anno, la Commissione per l’Economia, la Cultura e le Competenze dell’Assemblea di Londra ha segnalato come ostacoli finanziari e pratici, tra cui la spesa dell’assistenza all’infanzia e il costo degli alloggi, abbiano giocato un ruolo importante nel fatto che molte famiglie si trasferiscano fuori Londra.
Le cause
In Inghilterra i fondi governativi vengono assegnati su base pro capite, le scuole sono quindi finanziate in base al numero di studenti iscritti. Secondo i dati diffusi dall’EPI, tra l’anno scolastico 2020-21 e il 2024-25 a Westminster si è registrato un calo di quasi il 16% nel numero di alunni delle scuole primarie, con perdite di circa 15 milioni di sterline per le scuole primarie e di 30 milioni di sterline per le scuole secondarie. 
Le 10 aree amministrative che hanno registrato il maggior calo nel numero di alunni negli ultimi cinque anni sono: Westminster, Lambeth, Southwark, Hackney, Camden, Hammersmith and Fulham, Islington, Merton, Wandsworth e Redcar and Cleveland nel North Yorkshire.
I prezzi proibitivi degli affitti, l’aumento dei mutui e la carenza di alloggi a prezzi accessibili stanno spingendo moltissime famiglie con figli ad abbandonare il centro di Londra per trasferirsi in periferia o in altre città del Regno Unito. Tra il 2013 e il 2023, la popolazione londinese di bambini da 0 a 9 anni è diminuita di 99.100 unità, mentre la popolazione complessiva della città è cresciuta di 506.000, confermando i timori sul fatto che la capitale, in particolare il centro città, non sia più a misura di bambino.
Una situazione che va peggiorando anche a causa del tasso di natalità che ad oggi si attesta su una media di 1,39 figli per donna.

Inoltre, a causa dei budget ridotti, alcune scuole sono state costrette ad introdurre un numero massimo di studenti ammessi per classe ed effettuare tagli su insegnanti e operatori scolastici, oltre alle attività extracurricolari come le gite scolastiche.
Cosa succede nelle grandi metropoli 
Ma il fenomeno naturalmente non è solo londinese: un recente rapporto del Manhattan Institute evidenzia un calo «impressionante» del numero di bambini piccoli residenti nelle principali città degli Stati Uniti. Dopo la pandemia la popolazione under 5 a New York è diminuita del 18% in poco più di tre anni e il numero di giovani famiglie nelle grandi aree metropolitane come Chicago (-16%), Los Angeles (-14%) e San Francisco (-15%) è calato drasticamente a causa di una combinazione di emigrazione e calo della natalità.
Metropoli sempre più ricche e stimolanti insomma, ma sempre più vuote di bambini, e forse con sempre meno futuro davanti.