ilgiornale.it, 22 settembre 2026
In pensione sempre più tardi: a 67 anni e 8 mesi nel 2031
La pensione si allontana ancora e il calendario dei prossimi anni comincia a delinearsi con maggiore precisione. Dopo gli aumenti già previsti per il 2027 e il 2028, le proiezioni della Ragioneria generale dello Stato indicano un nuovo rialzo dei requisiti previdenziali nel medio periodo, legato al meccanismo di adeguamento alla speranza di vita. Nel 2029, secondo le stime, per accedere alla pensione di vecchiaia potrebbero servire 67 anni e sei mesi, mentre nel 2031 la soglia arriverebbe a 67 anni e otto mesi. A crescere non sarebbe soltanto il requisito anagrafico: anche per l’uscita anticipata si profilano nuovi aumenti degli anni di contribuzione necessari. Il quadro, ancora previsionale per gli anni successivi al 2028, riporta così al centro il nodo della durata della vita lavorativa, della sostenibilità del sistema pensionistico e dell’equilibrio tra esigenze di finanza pubblica e aspettative di chi si avvicina alla pensione.
Dal 2027 cambia già l’età di uscita
Il primo aumento è già fissato. Nel 2027 il requisito per la pensione di vecchiai, secondo l’Inps, salirà a 67 anni e un mese, per poi passare a 67 anni e tre mesi nel 2028. Anche l’anticipata richiederà più contributi: 42 anni e 11 mesi per gli uomini nel 2027, che diventeranno 43 anni e un mese nel 2028. Per le donne resta un requisito inferiore di un anno.
Guardando oltre, il quadro delineato dalla Ragioneria generale dello Stato prevede nel 2029 un ulteriore incremento: la vecchiaia arriverebbe a 67 anni e sei mesi, mentre per l’anticipata servirebbero 43 anni e quattro mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e quattro mesi per le donne. Nel 2031 l’età per la vecchiaia salirebbe ancora, fino a 67 anni e otto mesi.
Nel 2031 cresce anche l’anticipata
La progressione riguarderebbe anche chi punta a lasciare il lavoro indipendentemente dall’età anagrafica. Nel 2031, secondo le stime, il requisito contributivo per gli uomini arriverebbe a 43 anni e sei mesi, per le donne, invece, sarebbe pari a 42 anni e sei mesi. Il quadro conferma così una tendenza all’allungamento dei requisiti, legata al meccanismo che adegua periodicamente alcune soglie previdenziali all’evoluzione della speranza di vita.
Dal 2029 si tratta ancora di proiezioni
La distinzione resta fondamentale: per 2027 e 2028 i nuovi requisiti sono già definiti, mentre i valori indicati per 2029 e 2031 sono proiezioni elaborate a normativa vigente. Le soglie effettive dipenderanno dagli aggiornamenti legati alla speranza di vita e dai dati che saranno disponibili al momento dei successivi adeguamenti. Per questo i numeri della Ragioneria rappresentano oggi uno scenario di riferimento, non ancora un requisito definitivo.