repubblica.it, 22 settembre 2026
Fn e la grana del simbolo conteso
Manca forse un anno al voto per le politiche ma domenica e lunedì prossimo (27 e 28 settembre) a Reggio Calabria si svolgeranno le elezioni suppletive per assegnare un seggio alla Camera dei deputati. Il posto è rimasto vacante dopo le dimissioni del forzista Francesco Cannizzaro, eletto sindaco della città alle amministrative della scorsa primavera. Una sfida che sulla carta non sposterà nulla in termini di numeri in Parlamento ma che è il primo vero test su quanto Futuro Nazionale possa fare male al centrodestra.
La campagna acquisti di Vannacci
Infatti il partito di Roberto Vannacci non solo si presenta in solitaria, ma il candidato in corsa è l’ex capogruppo di Forza Italia in Regione, Domenico Giannetta. Un politico capace alle regionali dello scorso anno di ottenere, sotto le insegne azzurre, 10mila preferenze nel collegio reggino, a testimonianza di una presenza radicata sul territorio. E proprio questa mattina l’ex generale terrà una conferenza stampa a Montecitorio per presentare un nuovo acquisto, sempre dalle file del partito guidato da Antonio Tajani. Si tratta del deputato Tommaso Calderone, con cui l’europarlamentare porta a nove i suoi rappresentanti alla Camera.
Le suppletive a Reggio Calabria
Ma al primo posto tra le mire di Vannacci c’è il voto di questo fine settimana. L’ex generale si appresta infatti a sbarcare a Reggio Calabria per la chiusura della campagna elettorale di Futuro nazionale. Un vero e proprio test in vista delle politiche del prossimo anno, soprattutto per il centrodestra.
La coalizione che sostiene il governo Meloni – con il candidato Fabio Roscioli, avvocato della famiglia Berlusconi e tesoriere nazionale di FI – vuole però dimostrare di essere in grado di respingere l’assalto delle truppe di Vannacci e di avere la forza di vincere anche senza l’apporto, ma anzi il contrasto, di Futuro nazionale. La parola d’ordine è scongiurare che l’ex generale eroda consenso portando alla vittoria un centrosinistra che a Reggio si presenta invece unito e con un campo larghissimo con tutte le forze di opposizione a sostegno del primario di cardiologia Frank Benedetto. Per scoprire come andrà, manca davvero poco.
Fn e il problema del simbolo
Intanto Futuro nazionale ha la nuova grana del simbolo. L’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) ha ammesso l’azione legale presentata dall’associazione dei conservatori italiani, ’Nazione Futura’, che a febbraio aveva impugnato il simbolo scelto da Roberto Vannacci per il suo partito Futuro Nazionale, considerandolo troppo simile al proprio. Lo fa sapere l’associazione presieduta da Francesco Giubilei. A questo punto inizierà la fase del procedimento in contraddittorio, le parti avranno tempo per presentare elementi a loro supporto e/o contro-deduzioni e poi ci sarà la decisione.
L’atto di opposizione era stato presentato a inizio febbraio e l’associazione aveva denunciato “l’elevato rischio di confusione e di somiglianza” tra il nome e il logo di FnV e i propri quelli, oltre alla necessità di tutelare un diritto anteriore già consolidato. “Accogliamo positivamente la decisione dell’Ufficio dell’Ue per la proprietà intellettuale – spiegano il presidente di Nazione Futura Francesco Giubilei e il vicepresidente Ferrante De Benedictis – che dimostra il fondamento giuridico della nostra opposizione al marchio ’Futuro Nazionale’, che riprende palesemente quello di Nazione Futura”.
E continuano: “Vannacci dovrebbe cambiare il nome al proprio partito e prendere atto che la vera destra è quella dei conservatori. Nonostante il suo tentativo di utilizzare un nome tratto da quello della nostra associazione, attiva dal 2017, da febbraio a oggi siamo cresciuti ulteriormente superando i 100 circoli territoriali in tutta Italia. Inoltre a ottobre inizieremo un tour su tutto il territorio nazionale per promuovere valori e proposte di una destra credibile senza slogan o idee campate per aria e del tutto irrealizzabili”.
A stretto giro arriva la replica dell’ex generale: “La realtà, come al solito, è ben diversa – dice -. L’Ufficio non ha accolto la sua opposizione, l’ha semplicemente dichiarata ammissibile. Ora dovrà ancora dimostrare di avere un diritto anteriore su “Nazione Futura”. Dire che io debba cambiare nome non corrisponde a quanto stabilito dall’Euipo”. E aggiunge: “Nel frattempo Futuro nazionale è già un marchio denominativo regolarmente registrato dall’Euipo a mio nome. Quindi, ad oggi, nessuno mi ha intimato di cambiare nome. Inoltre, il simbolo di Futuro Nazionale è stato ammesso e utilizzato nella competizione elettorale suppletiva di Reggio Calabria”.
La conferenza stampa di oggi
Il pantheon della destra c’è tutto. D’altronde Tommaso Calderone, così viene presentato da subito, nasce nel Movimento sociale italiano. Durante la conferenza stampa, per ufficializzare il suo passaggio da Forza Italia a Futuro nazionale, ricorda i tempi del Fronte della gioventù, gli anni ’70, poi cita D’Annunzio: “Noi siamo lo stupendo vivere in questo mondo di morti”. Dopo vent’anni trascorsi con gli azzurri e aver avuto un’interlocuzione diretta con Silvio Berlusconi dice adesso di essersi smarrito o “si è smarrito qualcun altro”. Dunque l’approdo nel partito di Roberto Vannacci per Calderone “è un ritorno ad Itaca”.
In collegamento da Bruxelles c’è il generale e rivolgendosi al nuovo arrivato dice: “Hai scelto la destra vera, quella che non vacilla, che non tentenna ma mantiene la barra dritta e non si orienta in base sondaggi della mattina. Noi siamo la destra vera, che vive in piazze e si confronta con gente. Hai fatto la scelta giusta, hai scelto il nostro bellissimo manipolo”, sottolinea Vannacci dicendosi emozionato per questo ingresso: “Noi siamo il vento che spira in una direzione chiara e che conosciamo bene”. E rivolgendosi all’ex ’azzurro’ aggiunge: “Benvenuto nella sporca dozzina, nella famiglia dei reietti e della risulta, quella che non molla mai, senza paura e né vergogna, e con il solo scopo di fare il bene dell’Italia e degli Italiani”.Ad assistere all’incontro con i giornalisti c’è anche Nicola Colosimo, cugino di Chiara Colosimo, presidente della commissione Antimafia, vicinissima alla premier Giorgia Meloni. Colosimo cura i social per il gruppo di FnV alla Camera e questo incarico nei giorni scorsi ha destato qualche sospetto su una possibile rivalità o, al contrario, vicinanza trai due partiti adesso rivali: “Ho visto gli articoli su di me, sulla presunta rivalità tra cugini ma non c’è, c’è solo la voglia di essere utile al progetto di Futuro Nazionale, non ero in Fratelli d’Italia io”.