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 2026  settembre 22 Martedì calendario

Trump frena i raid contro gli Houthi

Una guerra che non riesce a chiudere, un’altra in cui cerca in tutti modi di non farsi trascinare: il caos scatenato dall’attacco contro l’Iran si sta trasformando in un vicolo cieco per Donald Trump, rischia di ridimensionare in maniera significativa la presenza americana in Medioriente e di costare alla Casa Bianca alleanze storiche nella regione.
Da giorni l’Arabia saudita chiede con insistenza aiuto militare a Washington contro gli Houthi nello Yemen, ma Trump finora ha rifiutato nonostante l’amicizia personale con il principe erede al trono Bin Salman. Il presidente non vuole aprire un altro fronte mentre è ancora impantanato nel conflitto contro l’Iran. Ma l’alleato è nel momento più delicato e difficile della sua leadership, assediato su tutti i fronti, con le esportazioni di petrolio in caduta libera: e la pressione sul tycoon è forte. Nel fine settimana, rivela il New York Times, il presidente avrebbe fermato un attacco contro gli Houthi all’ultimo minuto, quando i bombardieri erano già pronti a decollare. Solo Londra – l’annuncio è arrivato prima dell’incontro tra il premier britannico Burnham e lo stesso Trump – fornirà a Riad supporto aereo difensivo.
Gli americani hanno incontrato i ribelli yemeniti già una settimana fa in Oman, nel tentativo di trovare una mediazione. L’accordo garantirebbe la salvaguardia delle navi americane e israeliane nello stretto di Bab el Mandeb ma non di quelle saudite. Gli Houthi sono stati inseriti proprio dall’amministrazione Trump nella lista delle organizzazioni terroristiche e l’incontro segreto in Oman peserà nel faccia a faccia che il presidente Usa avrà oggi a margine dell’assemblea delle Nazioni Unite con i leader arabi del consiglio di cooperazione del Golfo per discutere proprio della guerra in Iran e nello Yemen. Ieri il tycoon ha parlato al telefono con il capo del Consiglio presidenziale yemenita, Rashid al-Alimi, l’organismo che guida il fronte anti-Houthi, ovvero il governo riconosciuto internazionalmente, riparato ad Aden, a cui sono affiliate una serie di milizie sostenute dai sauditi. Trump non ha promesso sostegno militare.
Sul terreno, la situazione è sempre più caotica e aumenta il numero di vittime civili. Dopo aver conquistato larga parte della costa occidentale dello Yemen, ora gli Houthi stanno concentrando l’offensiva intorno alle zone montuose che isolano la costa dalle aree meridionali controllate dai governativi: si combatte alla periferia di Al-Wazi’iyah, nella provincia di Taiz, e a Ras al-Ara. I combattimenti si sono intensificati anche intorno alla città cruciale di Marib, ricca di petrolio, fondamentale per le risorse del governo internazionalmente riconosciuto. Una sua caduta rischierebbe di aggravare ancora la crisi umanitaria.
Gli Houthi accusano i sauditi di aver lanciato centinaia di attacchi aerei, Riad denuncia i lanci di missili sulle città del regno e sulle raffinerie, sabato anche la capitale è finita sotto tiro. Nello Yemen le vittime finora sono circa 700, dice l’Onu, quasi 130mila persone hanno dovuto lasciare le loro case nelle zone dei combattimenti e 3mila sono scappati via mare verso Gibuti.