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 2026  settembre 22 Martedì calendario

Lo stilista di Giuli consulente al ministero

È talmente attento al suo look che ha portato al Collegio romano uno dei suoi stilisti prediletti. Dalla sartoria, quindi, al ministero della Cultura. Dal mondo della moda al grande schermo perché Domenico Vacca è stato scelto da Alessandro Giuli, a titolo gratuito, come suo consigliere per il cinema e gli audiovisivi.
I due, si racconta nelle stanze del dicastero, hanno una vecchia amicizia e il ministro più volte, soprattutto nelle occasioni importanti, indossa i suoi abiti. Ad esempio quando da presidente del Maxxi, nel 2023, è stato alla Biennale del cinema a Venezia, come documentato dallo stesso Vacca in un post su Instagram. E anche il 20 maggio di quest’anno quando Giuli è tornato a Venezia da ministro per visitare il padiglione Italia alla Biennale dell’arte, nei giorni di burrasca con Pietrangelo Buttafuoco, ha indossato un abito dello stilista pugliese. E Vacca non si è fatto sfuggire l’occasione per pubblicare lo scatto sui social con svariati tag come style o menswear, abbigliamento da uomo. E per finire “best”. Insomma si tratta di autopromozione, come spesso avviene in queste circostanze, e amicizia. Da qui poi, a distanza di quattro mesi, è arrivato il grande salto e l’atterraggio al ministero.
Molto apprezzato a livello internazionale e anche dal ministro Matteo Salvini, che nel 2024 ha inaugurato a Bari una sua boutique, Vacca pochi giorni fa si è affacciato al ruolo con queste parole: “Questo nuovo incarico mi offre la possibilità di mettere a frutto l’esperienza maturata in oltre 25 anni di attività nel cinema e nell’audiovisivo a livello internazionale, ponendola al servizio del ministro nell’individuazione di strategie e iniziative capaci di valorizzare e promuovere l’industria cinematografica, l’audiovisivo e la creatività italiana nel mondo». In realtà lo stilista ha sì lavorato nel cinema ma non nella produzione, nella regia o ricoprendo incarichi manageriali. Ha piuttosto vestito molte star di Hollywood, uno dei suoi lavori più noti è legato a “American Gangster”, il film del 2007 diretto da Ridley Scott e interpretato da Denzel Washington. Sul suo sito compare un lungo elenco di collaborazioni in più di cinquanta film e serie televisive. Ha vestito anche Al Pacino in The Son of No One, Dustin Hoffman in Stranger Than Fiction, Harrison Ford in Morning Glory, Glenn Close in Damages, Forest Whitaker in The Street Kings e The Godfather of Harlem, Jeremy Piven in Entourage, Terrence Howard in Empire.
Nessuno ha da ridire su un curriculum che viene considerato di tutto rispetto, ma la scelta rimane un po’ un mistero nelle stanze del Collegio romano, dove non circolano solo i post con le foto di Giuli in abiti sartoriali ma anche quelle di Salvini con accanto Vacca dotato di metro, ago e filo. “D’altronde questo è sempre stato un luogo di tessitura, infatti ci vivevano i gesuiti”, è la battuta che circola. Forse sarebbe stato più idoneo e in linea con la sua esperienza se fosse stato chiamato a ricoprire un ruolo nell’ambito della moda o del made in Italy.