corriere.it, 22 settembre 2026
Regno Unito, appello per salvare pipistrelli e salamandre dall’arrivo dei migranti nelle campagne
Squilli di rivolta nell’Inghilterra rurale: dopo il caso del villaggio di Piddington, nella regione di Oxford, adesso è quello di Barnham, nel Suffolk, a considerare un referendum per l’indipendenza (simbolica) dalla Gran Bretagna.
In entrambi i casi a provocare l’insolita sollevazione è il progetto del governo di Londra di insediare un folto gruppo di richiedenti asilo in piccole e tranquille comunità locali: a Barnham, l’intenzione è di trasferire 1250 migranti (tutti maschi) nella base della Raf situata accanto al villaggio, che in sé conta meno di 600 abitanti ed è così piccolo che non ha neppure un pub.
Va spiegato che in Gran Bretagna gli immigrati che sbarcano illegalmente non vengono messi nei Cpr, come in Italia, ma alloggiati in hotel a 4 stelle dal costo anche di 200 euro a notte (per una spesa complessiva, da parte delle finanze pubbliche, di 6-7 miliardi l’anno!), hotel dai quali sono liberi di andare e venire a piacimento (ma c’è il divieto di lavorare): si può immaginare quale sia l’impatto sulle comunità locali dell’arrivo di nutriti gruppi di giovani maschi nullafacenti mediorientali o africani.
Ora il governo, per ridurre i costi, sta provando a usare le basi militari, come nei casi di Piddington e Barnham: ma i villaggi limitrofi non sono per questo più tranquilli. A Piddington il 90% degli abitanti ha votato in segno di protesta a favore della secessione dalla Gran Bretagna (un gesto puramente dimostrativo): ma quello che sembrava uno sberleffo eccentrico tipicamente inglese adesso ha ispirato anche gli abitanti di Barnham, che oggi si recano nello Oxfordshire per farsi dare consigli su come organizzare un’analoga consultazione. Se la rivolta dei villaggi dovesse prendere piede ed estendersi ulteriormente, sarebbe un bel grattacapo per il governo laburista di Andy Burnham.
È da un po’ di tempo che in Inghilterra scoppiano proteste contro l’arrivo dei migranti, spesso alimentate dalla preoccupazione per la sicurezza di donne e ragazze (numerosi sono stati i casi di violenze e molestie sessuali commesse da giovani stranieri): e nelle ultime settimane si sono viste addirittura dimostrazioni di camicie nere incappucciate, organizzate dalla destra estrema, nei porti di Dover e Portsmouth. Ma se è facile condannare queste manifestazioni come razziste e intolleranti, è più problematico prendersela con i pacifici abitanti dei villaggi di campagna, soprattutto quando i sondaggi indicano che solo il 3% dell’opinione pubblica supporta l’alloggio in hotel dei richiedenti asilo.
Di recente il premier Burnham ha pensato di cavarsela annunciando che anche le aree più benestanti dovranno farsi carico della loro quota di migranti (che di solito finiscono nelle zone meno favorite perché lì costa meno ospitarli): ma è un po’ uno scaricabarile. Di qui l’idea di utilizzare le basi militari, ma già i governi conservatori ci avevano provato inutilmente, spendendo tra l’altro milioni di sterline.
Da parte loro, i campagnoli sono astuti: a Piddington, dopo il voto per l’indipendenza, hanno fatto ricorso contro il ministero dell’Interno inalberando la difesa di pipistrelli e salamandre, che verrebbero messi a rischio dall’improvviso incremento della popolazione, mentre a Barnham si stanno facendo scudo con gli occhioni, una specie protetta di uccelli. Comunque vada a finire, la questione dell’immigrazione, che sta polarizzando anche la politica britannica, dovrà essere affrontata con soluzioni efficaci prima che prendano piede derive incontrollate.