Corriere della Sera, 22 settembre 2026
Quando la parodia diventa realtà
Il nuovo numero della rivista «La Biennale di Venezia», diretta da Luigi Mascheroni, è dedicato alla parodia e contiene un saggio dello scrittore argentino Alberto Manguel, amico di Borges e suo lettore ad alta voce per qualche anno. La parodia è il travestimento burlesco di un capolavoro ampiamente riconosciuto: la Gioconda con i baffi, Frankenstein Junior di Mel Brooks, Ultimo tango a Zagarolo con Franco e Ciccio. Nel 1959, Umberto Eco capovolse il romanzo di Nabokov e Lolita diventò Nonita. Non più l’attrazione per una ragazzina («Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta…»), ma un inno alla vecchia Nonita: «Nonita. Fiore della mia adolescenza, angoscia delle mie notti. Potrò mai rivederti. Nonita. Nonita. Nonita…». Secondo Manguel esistono diversi tipi di parodia: sfottò, satira, caricatura, finta imitazione. Lo sfottò è il più frequente. Il critico e saggista Giampaolo Dossena intitolò T’odio empia vacca un suo libro, facendo il verso al solenne incipit «T’amo, o pio bove». Anche Toti Scialoja, il poeta giocoso per eccellenza, si divertì a sfottere Carducci: «T’amo, pio bue. / Anzi ne amo due». E Flaiano si prese gioco del suo conterraneo D’Annunzio, scrivendo una «Lettera d’autunno» che cominciava così: «Piove sul sottoscritto. / Piove sul mittente. / Piove sul latore della presente». Ci sono innumerevoli modi di ridere. Lo sa il poeta-veterinario Stefano Giometti, che ricordandosi di Flaiano, di Campanile e di Marcello Marchesi ha scritto una serie di aforismi e affini sotto il titolo misantropico Odio il prossimo e anche quello dopo (Francesco Tozzuolo Editore di Perugia). Non sono autentiche parodie ma giochi di parole, freddure, scarti ironici di frasi fatte. I politici della Prima Repubblica? «Sono ancora sulla cresta dell’onta». Lo scoiattolo incazzato? «S’inalbera». Crisi in segheria? «Licenziati in tronco». Un lapsus freudiano? «Lei non sa chi sogno io!». L’idraulico? «Vorrei avere la sua liquidità». Lo sviluppo del Mezzogiorno? «Mezzogiorno e un minuto». American dream? «È l’incubo di tutti gli altri». Quest’ultima battuta, che sembra una boutade innocente, è purtroppo realtà. Manguel osserva che «il nostro mondo sembra una parodia». Una parodia dei valori democratici, una «perversa assurdità». Impossibile da parodiare.