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 2026  settembre 22 Martedì calendario

Scuola, il governo avanti sulle nuove misure. Scontro con l’opposizione

Prenderà la forma di un decreto complessivo sulla scuola, al quale Valditara lavora da tempo, da varare in Consiglio dei ministri giovedì pomeriggio. Oppure il veicolo normativo potrebbe essere un disegno di legge collegato che, come anticipa il meloniano Francesco Filini, «si accorperà con altri ddl» già depositati in Parlamento (da FdI e Lega) e «verrà incardinato dopo la legge elettorale». Per il provvedimento che imporrà un tetto del 30% al numero di stranieri nelle classi, e il divieto di indossare burqa o niqab a scuola, annunciati da Giorgia Meloni domenica, si lavora da un lato all’iter, dall’altro ad alcune correzioni rispetto a quanto filtrato all’inizio.
La soglia massima riguarderà anche i ragazzi provenienti da Paesi comunitari: per tutti va rispettato il criterio generale di una sufficiente comprensione dell’italiano. Sarà disposta per le nuove classi (le prime di ogni ciclo) non dal secondo anno in avanti, salvo che per neoiscritti in corso d’anno. Il collegamento alle proposte di legge già depositate darebbe tempi più serrati e assolverebbe anche a una funzione politica: assorbire le velate osservazioni interne (della Lega che con Riccardo Molinari sottolinea «Meloni è molto abile a fare proprie le nostre buone proposte») e le critiche esplicite che arrivano dai vannacciani. Lo stesso generale sui social diffonde un video in cui innalza un ombrello come una guida turistica: «Così il centrodestra che mi insegue mi vede meglio».
Il dibattito resta acceso tra centrodestra e opposizioni. «Meloni fa propaganda sulla pelle dei bambini e delle bambine: in Italia ci sono 300 mila classi di cui solo 1.000, lo 0,6 per cento, hanno un numero di iscritti nati in altri Paesi superiore al 20 per cento», concordano Pd, M5S, Iv e Avs. «Perché non partire dalla soluzione più ovvia? Ore aggiuntive di lingua per chi ne ha bisogno, più docenti, mediatori linguistici, classi meno numerose e percorsi intensivi». Difende l’intervento normativo tutta FdI, con il presidente del Senato La Russa che attacca: «Da sinistra solo demagogia».
Le parole critiche del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul rischio di compromettere l’integrazione, dovere della scuola, sono accolte dal partito di maggioranza relativa senza apparenti preoccupazioni. Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato le legge così: «Condividiamo totalmente le parole del presidente Mattarella sulla necessità che la scuola non crei ghetti. Il provvedimento annunciato dalla premier va proprio in questa direzione». Più ruvido Matteo Salvini: «Oggi ci sono classi ghetto con 20 bimbi stranieri, di 15 etnie diverse. Mettere un tetto è un bene per i bambini. Credo che il presidente Mattarella la pensi esattamente come me».