ilmessaggero.it, 21 settembre 2026
El Niño «Causerà catastrofi in tutto il mondo»
L’incredibile fenomeno El Niño ha superato la temperatura più alta mai registrata, diversi mesi prima del suo picco. Gli ultimi dati mostrano che l’aumento di temperatura nel cuore di El Niño, nell’Oceano Pacifico, ha raggiunto i 3,05°C. Si tratta di un valore superiore ai 3,02°C registrati alla fine di novembre 2015, il precedente record degli ultimi 150 anni di rilevazioni moderne.
La misura preferita dalla maggior parte dei meteorologi utilizza una media mobile trentennale come riferimento e quindi tiene conto del riscaldamento globale causato dall’uomo.
Questo indicatore, chiamato ONI (Nino3.4), è sul punto di battere il record, a solo un centesimo di grado dal record del 2015. Entrambi gli indicatori si basano sui dati della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti.
Le previsioni
Le previsioni più recenti indicano un picco di 4,0°C a novembre e dicembre, secondo la media di 14 diversi modelli valutati dallo scienziato climatico Zeke Hausfather. Si tratta di un livello talmente superiore agli eventi precedenti che Hausfather lo ha definito «sbalorditivo», mentre altri lo hanno descritto come «a livello Godzilla». Qualsiasi aumento di temperatura superiore a 0,5 °C è considerato un El Niño; superiore a 2 °C è ufficialmente definito un El Niño «molto forte», spesso chiamato «super» El Niño.
L’attuale El Niño sarà probabilmente il più intenso degli ultimi 1.000 anni e immetterà ulteriore calore in un’atmosfera in cui le temperature stanno già aumentando rapidamente a causa del riscaldamento globale di origine antropica. Questa doppia minaccia fa sì che il 2027 sia destinato a superare ogni record precedente e a diventare l’anno più caldo mai registrato.
Le condizioni di caldo e siccità in Indonesia hanno già provocato incendi record e livelli letali di inquinamento atmosferico, mentre in India le vitali piogge monsoniche sono state ridotte. La siccità in America Centrale e nei Caraibi sta causando perdite di raccolto e un rallentamento degli scambi commerciali a causa dei bassi livelli idrici nel Canale di Panama. Il World Food Programme ha detto ad agosto che gli effetti di El Niño avrebbero probabilmente spinto circa 50 milioni di persone in condizioni di fame acuta e fatto aumentare i prezzi.
Gli effetti
Sebbene gli effetti tipici di El Niño siano ben noti, gli scienziati temono che l’effetto moltiplicatore della crisi climatica possa alterare questi schemi. Ciò renderebbe più difficile per i paesi e le comunità prepararsi. L’Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite ha dichiarato di aver avviato la più grande mobilitazione dei suoi 50 anni di storia per supportare i servizi meteorologici nazionali nella fornitura di previsioni “salvavita”. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha dichiarato all’inizio di settembre: «El Niño sta assumendo proporzioni enormi sotto i nostri occhi. La scienza non lascia spazio a dubbi: il pianeta si trova in acque inesplorate e il mondo è nella zona di pericolo di eventi meteorologici estremi. La corsa ora è tra i rischi crescenti e il nostro impegno ad agire per il clima e proteggere le persone».
Martedì sul Guardian, il docente Bill McGuire ha detto: «Quello che sta accadendo nel Pacifico equatoriale è sbalorditivo e potrebbe benissimo rappresentare uno dei più grandi sconvolgimenti climatici globali del millennio. Questo provocherà una serie di catastrofi meteorologiche in tutto il mondo». E ancora: «El Niño possono avere un effetto devastante sull’economia globale: Mentre la grande recessione del 2008 ha comportato una riduzione del PIL globale di circa 2 trilioni di dollari, il super El Niño del 1997-98 ha causato perdite per 5,7 trilioni di dollari». Quell’El Niño è già stato superato da quello attuale.