ilfattoquotidiano.it, 21 settembre 2026
La card Dedicata a te per la prima volta si sdoppia (in chiave elettorale?)
Non solo la sospensione temporanea del bollo auto. Il governo Meloni sfodera un altro intervento di aiuto economico che guarda al 2027. In particolare alla primavera, quando potrebbe scattare il voto anticipato. Per la prima volta, la carta elettronica Dedicata a te con cui le famiglie con Isee basso possono acquistare beni alimentari si sdoppia: l’intervento diventa biennale. E la sorpresa è che, dopo i primi 500 euro che arriveranno agli 1,1 milioni di nuclei beneficiari a partire dal 4 novembre di quest’anno, la seconda tranche sarà versata nell’aprile 2027. Ufficialmente “per concentrare gli interventi in una fase di difficoltà“, come ha spiegato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, lesto a sottolineare che l’intervento è anche un “aiuto alle imprese” produttrici del “cibo di qualità” che sarà comprato con la card.
Nulla c’entra, ha assicurato l’ex cognato della presidente del Consiglio, l’ipotesi che proprio in aprile gli italiani possano essere chiamati alle urne per le Politiche se non si arrivasse a fine legislatura. “Le elezioni sono a ottobre. Potrebbero esser anche prima ma questo non compete a noi, compete al presidente della Repubblica”. Fatto sta che il decreto ministeriale che dispone l’erogazione del contributo, rifinanziato con 1 miliardo dalla legge di Bilancio 2026, è stato adottato a fine giugno e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 3 agosto, ma per la presentazione ufficiale al Masaf con l’annuncio ad effetto si è atteso il rientro dalle ferie. Accompagnato dal sostanziale avvio della campagna elettorale.
Esclusi sei nuclei su 10 con Isee sotto 15mila euro
“È lo Stato ad andare incontro alle famiglie, e non il contrario”, ha chiosato il presidente dell’Inps Gabriele Fava, perché per la card non serve presentare domanda: i beneficiari vengono individuati automaticamente dall’istituto tra i nuclei familiari con Isee inferiore a 15mila euro composti da almeno tre componenti. Meccanismo lodato anche dalla ministra del Lavoro Marina Calderone: “Abbiamo la possibilità di poter gestire l’emissione delle carte senza una domanda specifica da parte dei cittadini”. Peccato che l’automatismo non equivalga affatto alla certezza di ricevere il contributo se si hanno entrambi i requisiti. Ma avrebbe probabilmente guastato la festa ricordare che la platea raggiunta dalla tessera elettronica è ben più piccola rispetto al numero dei nuclei in difficoltà e moltissimi restano esclusi.
Altro che il “messaggio di inclusione” rivendicato da Calderone. Le statistiche aggiornate dell’Inps dicono che quelli con indicatore della situazione economica equivalente sotto i 15mila euro erano, nel 2025, 5,6 milioni. Cinque volte i beneficiari della card. Anche restringendo lo sguardo solo alle famiglie con almeno tre componenti, quelle che rispettavano i criteri erano 2,89 milioni. Vale a dire che la Card ne raggiunge solo quattro su dieci. Del resto il governo ha escluso dal beneficio – oltre ai single, compresi gli anziani poveri – chiunque percepisca l’assegno di inclusione e qualunque altro sussidio anti povertà, oltre ai titolari di Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione e simili. Insomma: un’ampia platea di persone ai limiti dell’indigenza è stata scientemente lasciata fuori. Lollobrigida non lo ignora: “Se mi chiedete se abbiamo cancellato la povertà, no”, ha ammiccato in conferenza stampa citando la frase di Luigi Di Maio post varo del reddito di cittadinanza abolito proprio da Meloni dopo l’arrivo a Palazzo Chigi.
Come funziona la card
La Carta è stata introdotta nel 2023. Da allora sono stati stanziati complessivamente 2,7 miliardi di euro. È l’Inps a elaborare gli elenchi dei possibili beneficiari e a trasmetterli ai Comuni. La selezione segue un ordine di priorità: prima i nuclei con almeno tre componenti e almeno un figlio di età inferiore ai 13 anni, privilegiando quelli con l’Isee più basso. Poi quelli con almeno tre componenti e un figlio di meno di 17 anni. Infine gli altri nuclei di almeno tre persone. I Comuni verificano la posizione anagrafica e l’incompatibilità con altre misure locali e scelgono, sulla base del numero di carte assegnate, i beneficiari definitivi. Solo a quel punto l’Inps trasmette i nominativi a Poste per l’erogazione. Solo una volta esaurite le assegnazioni secondo i criteri prioritari i Comuni potrebbero in teoria utilizzare eventuali carte residue per individuare, nell’elenco predisposto dall’Inps, anche nuclei unipersonali in stato di bisogno. Ma è un caso più unico che raro.
La carta può essere utilizzata per acquistare i prodotti alimentari ammessi, tra cui pasta, riso, olio e prodotti freschi: “Tutti italiani perché vogliamo che i soldi degli italiani finiscano nelle filiere italiane”, come ha ribadito Lollobrigida. Il Masaf rivendica infatti la “particolare attenzione alle produzioni delle filiere italiane e ai prodotti Dop e Igp”, che dovrebbe contribuire a “sostenere il lavoro di agricoltori, allevatori e imprese agroalimentari italiane” e quindi “creare lavoro di conseguenza”. Pazienza per chi, con un occhio al portafogli, si sarebbe accontentato di un prodotto straniero meno caro. Anche per questa edizione è confermata la convenzione con la grande distribuzione, con uno sconto del 15% nei supermercati che hanno aderito. Hanno sottoscritto la convenzione Federdistribuzione, Ancc Coop, Ancd Conad e Lidl. I primi 500 euro saranno accreditati a partire dal 4 novembre e per attivare la carta il primo acquisto deve essere effettuato entro il 16.