repubblica.it, 21 settembre 2026
Aerei, Europa a corto di cherosene: mancano 510 mila barili al giorno
Le compagnie aeree europee tornano a fronteggiare un doppio grave problema. Primo. Il cherosene per i velivoli costa molto, quasi quanto nel terribile aprile 2026. Secondo, il prezioso carburante comincia a scarseggiare alle nostre latitudini.
Il problema prenderà corpo soprattutto negli ultimi 90 giorni dell’anno, tra ottobre e fino a dicembre (mese segnato da un’elevata domanda di biglietti per le vacanze natalizie). In quel periodo strategico, mancheranno all’appello 510 mila barili al giorno.
Il dato ci dice che – tra produzione e raffinazione interna e forniture esterne – l’Europa non troverà 81 milioni di litri di carburante per aerei di cui avrebbe bisogno ogni giorno.
Il surplus americano
L’allarmante previsione arriva da Energy Aspects, società londinese specializzata nelle stime sui mercati energetici, e viene ora rilanciata dall’agenzia Reuters.
Mal comune, mezzo gaudio, si potrebbe pensare. E invece le cose vanno molto meglio ad altre latitudini. Gli Stati Uniti dovrebbero chiudere il quarto trimestre con un piccolo surplus di 18 mila barili al giorno. Nell’Asia-Pacifico l’eccedenza prevista sale addirittura a 419 mila barili quotidiani. L’Europa vola invece nella direzione opposta, verso la tempesta.
Mentre l’alta tensione tra Usa e Iran resiste, una conferma delle difficoltà europee arriva dal grande polo petrolifero di Amsterdam, Rotterdam e Anversa, tra i principali serbatoi energetici del continente. Le scorte di jet fuel – quelle che fanno capo a operatori indipendenti – sono scese al livello più basso dal 2019 (il calo tra il 13 e il 20 settembre 2026).
Nigeriani e coreani
Fin dalla primavera, ben consapevole della sua debolezza, l’Europa ha cercato di rifornirsi su mercati alternativi, diversi da quelli mediorientali. Ha pescato cherosene negli Stati Uniti, in Canada, finanche in Nigeria.
Adesso una ciambella di salvataggio arriva dalla Corea del Sud. Kpler, società specializzata nel monitoraggio dei flussi mondiali di materie prime, certifica che a settembre sono sbarcati in Europa 129 mila barili al giorno di carburante per aerei dai fornitori coreani.
Chiaramente il prezzo del cherosene per gli europei si impenna perché il Continente non è autosufficiente e perché deve comprarne su mercati molto lontani come quelli orientali. Anche il costo del trasporto pesa, alla fine, sulle quotazioni del carburante.