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 2026  settembre 19 Sabato calendario

Cina, entrato in funzione un enorme impianto solare ibrido che riesce a produrre energia anche di notte

La Three Gorges Corporation è un’enorme impresa statale cinese nel settore delle energie rinnovabili. È quella nota per la costruzione della Diga delle Tre Gole sul fiume Yangtze, su cui gestisce il più grande corridoio di energia pulita al mondo con 6 mega centrali idroelettriche. Ora verrà ricordata anche per un altro primato: è la prima società ad avere un impianto solare capace di produrre energia anche otto ore dopo il tramonto. 
Come funziona di giorno
L’impianto unisce pannelli fotovoltaici tradizionali alla tecnologia CSP (“solare a concentrazione”), risultando il più grande impianto del suo genere al mondo. Si trova nel deserto del Gobi ai piedi dei monti Tianshan, nello Xinjiang, ha una potenza totale di 1 GW e usa un sistema di accumulo a sali fusi che permette di continuare a generare elettricità anche di notte, senza bisogno di batterie al litio. 
Come funziona di notte
L’impianto è composto da 900 MW di fotovoltaico classico più una sezione da 100 MW che si occupa dell’accumulo e della produzione serale. Di giorno l’elettricità dei pannelli va direttamente in rete. Nello stesso tempo, la parte termodinamica usa circa 260.000 specchi per una superficie riflettente di 800.000 metri quadrati, che seguono il movimento del sole e concentrano i raggi – su un ricevitore montato su una torre centrale o lungo una serie di tubi ricevitori posti sopra le file di specchi – per scaldare i sali fusi. I sali fusi, di solito una miscela di nitrato di sodio e nitrato di potassio, scorrono attraverso il ricevitore e assorbono il calore concentrato, raggiungendo temperature dai 400°C ai 565°C. 
Il sale “caldo” viene stoccato in un grande serbatoio coibentato. Quando dopo il tramonto serve energia, il sale caldo viene fatto passare attraverso uno scambiatore di calore, dove cede calore all’acqua trasformandola in vapore ad alta pressione. Il vapore aziona una turbina collegata a un generatore, esattamente come in una centrale termoelettrica tradizionale. Quando il sale si raffredda (ma rimane comunque ancora liquido, intorno ai 290°C) finisce in un secondo serbatoio prima di essere rimesso in ciclo il giorno seguente. L’impianto non eroga quindi l’intero potenziale durante le ore buie ma garantisce comunque una quantità di energia utile a coprire le esigenze serali della regione. 
Costi e profitti
La produzione annuale sarà di circa 2.07 TWh, sufficienti per alimentare circa 830.000 abitazioni. Il sistema è vantaggioso rispetto alle batterie per i costi più bassi, per il fatto di non aver bisogno di materiali critici come litio o cobalto, per avere un degrado minimo nel tempo. Il limite, ça va sans dire, è che questa tecnologia funziona bene solo in zone desertiche. Il progetto – che ha avuto un costo di circa 450 milioni di euro – è diventato ufficialmente operativo in via sperimentale il 1° luglio, ma in verità era già da diversi mesi attivo e collegato alla rete regionale.