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 2026  settembre 21 Lunedì calendario

Tajani: «AfD promuove la secessione dell’Alto Adige»

«AfD promuove la secessione dell’Alto Adige dall’Italia. È un fatto gravissimo e chiederemo come ciò possa avvenire dentro il Parlamento tedesco». Le dichiarazioni di Antonio Tajani, intervistato dal Corriere della Sera, hanno riacceso un focolaio che per la verità in Alto Adige non si è mai spento. I partiti apertamente secessionisti come la Südtiroler Freiheit (i protagonisti dell’incontro di pochi giorni fa col leader giovanile di AfD Jean Pascal Hohm) sono rappresentati in Consiglio provinciale, e i Freiheitlichen (pur con posizioni almeno sulla carta ammorbidite rispetto al passato) fanno parte della coalizione che sostiene il governatore Arno Kompatscher. Ecco perché si è alzato più di un sopracciglio quando uno dei leader dei Freiheitlichen, il vicepresidente Otto Mahlknecht, ha scelto di partecipare -mercoledì 23 settembre – al convegno organizzato da AfD in occasione degli 80 anni dall’accordo di Parigi: «Il manifesto di presentazione parla chiaro: c’è una cartina geografica con il Südtirol come Stato a parte, indipendente. Detto altrimenti, AfD sostiene e promuove la secessione del Südtirol dall’Italia. È un fatto gravissimo e chiederemo come ciò possa avvenire dentro il Parlamento tedesco. In ogni caso, lo dico ai sovranisti di casa nostra, conferma ancora una volta che Alternative für Deutschland è un partito antitaliano, il peggior nemico del nostro Paese» la replica di Tajani. Da sottolineare c’è anche il particolare filo che lega il vicepremier all’Alto Adige e alla Südtiroler Volkspartei: l’europarlamentare altoatesino Herbert Dorfmann infatti è stato eletto grazie all’apparentamento tra Forza Italia e il partito di raccolta dei sudtirolesi, benedetto da Tajani al congresso della stessa Svp.
Il centrodestra sta con Tajani
Le reazioni alle parole di Tajani, in ogni caso, non sono tardate ad arrivare. Come sempre in questi casi, differenziando nettamente la destra tedesca da quella italiana. Per l’assessore Marco Galateo (Fratelli d’Italia), «l’Alto Adige non è una terra contesa né uno strumento della propaganda nazionalista tedesca. È, pur ampiamente autonomo, parte integrante della nostra Nazione e una realtà plurilingue nella quale cittadini di lingua italiana, tedesca e ladina condividono istituzioni, diritti e futuro. Tutte le forze politiche altoatesine prendano le distanze con chiarezza da questa iniziativa. L’autonomia si tutela e si rafforza dentro l’Italia, non mettendo in discussione l’unità nazionale». Anche per Christian Bianchi, assessore e dominus di Forza Italia in Alto Adige, «l’appartenenza dell’Alto Adige all’Italia non è materia di discussione». Forza Italia sottolinea inoltre come «l’autonomia dell’Alto Adige-Südtirol rappresenti una conquista istituzionale fondata sulla tutela delle minoranze linguistiche e sulla convivenza tra gruppi diversi. La tutela delle identità, delle minoranze linguistiche e delle autonomie è un valore europeo, ma non può essere utilizzata per alimentare pulsioni nazionalistiche o secessioniste. L’Alto Adige-Südtirol è Italia e la sua autonomia è una ricchezza della Repubblica e dell’Europa. Su questo non possono esserci ambiguità: ci aspettiamo che AfD prenda chiaramente le distanze da ogni posizione che metta in discussione l’integrità territoriale italiana».
La destra sudtirolese
Parole di tutt’altro tono arrivano dai partiti della destra sudtirolese: per Sven Knoll, consigliere provinciale della Südtiroler Freiheit, «proprio i continui attacchi all’autonomia dimostrano che il Sudtirolo non avrà mai un futuro sicuro con l’Italia. L’autonomia serve a tutelare il nostro gruppo etnico all’interno dello Stato italiano. Ma la miglior tutela dall’Italia sarà
sempre quella di non appartenere all’Italia. Abbiamo l’autonomia proprio perché siamo una minoranza austriaca in uno Stato che ci è estraneo». Più diplomatico l’intervento di Otto Mahlknecht, vicepresidente dei Freiheitlichen che parteciperà all’evento di AfD: «Un polverone infondato – esordisce con l’agenzia Ansa -. Respingo espressamente l’idea che la mia relazione sia un’azione secessionista o una messa in discussione delle relazioni tra Italia, Austria e Germania. Il mio intervento tratta la nascita e il significato dell’accordo, nonché lo sviluppo dell’autonomia altoatesina fino ad oggi. Sono del resto ben disposto a tenere la stessa relazione anche a
Roma, davanti ai deputati di Forza Italia e Fratelli d’Italia».
La replica di AfD
E Alternative für Deutschland come la pensa? «Riprenderci il Sudtirolo? È una stupidaggine – taglia corto l’eurodeputato Marc Jongen, intervenuto a Orvieto al Forum dell’Indipendenza italiana -. Sento che anche Polonia e Repubblica Ceca temono che AfD voglia riprendere dei territori appartenuti alla Germania. Ma quello è il passato. Tra l’altro il Sudtirolo era austriaco, non tedesco». Difficile che sia l’ultima parola sulla vicenda.