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 2026  settembre 21 Lunedì calendario

Grillo, intervista-show da Fedez

Oltre ottanta minuti di intervista-show: Beppe Grillo si prende le luci della ribalta a Pulp Podcast, il format condotto da Fedez e Mr Marra. Il fondatore dei Cinque Stelle parla a ruota libera della sua vita: dalla cacciata dalla Rai, alla famiglia, al Movimento. E proprio sul M5S e sulle future mosse politiche dell’ex garante erano puntate le attenzioni della vigilia. «Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà. Posso dare degli input a delle idee sulle cose» dice Grillo. 
Niente lista alle Politiche, ma il fondatore fa intuire anche che il suo percorso potrebbe non essere concluso: «Mi hanno detto che sono stato polverizzato ma nella polvere ci sono anche i semi di qualcosa». Grillo a più riprese riafferma che il Movimento dovrebbe chiamarsi in modo diverso («è un’altra cosa, perché è in mano al reverendo Jones, all’uomo che sussurrava ai cavilli»).
«Sono stato estromesso, però non ho rimpianti, oggi il M5s è un’altra cosa, qui parliamo di uno spirito che non c’è più», continua. E sul cambio di logo aggiunge: «Io lo farei anche per dare valore al reverendo Jones, lui dovrebbe avere il suo simbolo, con il suo stemma». 
I Cinque Stelle di ora «sono persone nuove» rispetto a quelle dell’inizio. «Io non ce l’ho con il movimento, sono anche persone in gamba, qua parliamo di uno spirito che non c’è più, spirito diverso, di felicità», spiega l’ex garante, che ricorda gli inizi e il rapporto con Gianroberto Casaleggio. «Aveva la sintesi, il grado di organizzazione, era il manager. Mancando lui sono rimasto un po’ privo, poi c’è stato Luigi Di Maio, bravissimo, poi si è evoluta la situazione dove io facevo il garante, ma non contavo quasi nulla», racconta.
«Non ci siamo mai candidati, io e Casaleggio, non lo abbiamo neanche mai pensato. Il 4 ottobre, il giorno di San Francesco, abbiamo fondato il Movimento. Uno vale uno non significa che siamo tutti uguali, ma che a tutti va data la stessa possibilità di partenza, questo è il principio, e la democrazia dal basso» aggiunge ancora. 
L’ex capo politico del Movimento parla anche della situazione politica attuale. «Vannacci è come una decalcomania: più gli sputi sopra, più la inumidisci e più si appiccica», dice. «Ci buttiamo nel fascismo, nel nazionalismo, nella bandiera, nella patria...sono malattie infantili», sostiene. «Il futuro di Vannacci sono le domande stupide, con un sottile astio sotto a cui lui risponde con un italiano corretto».
Grillo parla anche del figlio Ciro, condannato in primo grado per stupro. «Nella mia famiglia sono tutti vostri fans, soprattutto Ciro. Mio figlio Ciro, che sta attraversando un momento un po’ particolare, di enorme pesantezza, che sta risolvendo. L’ho visto da bambino, diciannovenne, maturare così, con questa spada di Damocle che ha sulla testa. Si è laureato, cento e dieci e lode. Ha fatto una famiglia, una bambina stupenda, una moglie straordinaria. Studia per diventare avvocato penalista e gridare al mondo un po’ la sua innocenza, sta studiando e vuole difendersi, anche da solo».