Corriere della Sera, 21 settembre 2026
Un boccale di birra misura il carovita
Monaco di Baviera val bene una Mass. Il tipico boccale di birra da un litro è tornato in questi giorni ad affollare (fino al 4 ottobre) le infinite tavolate della 191esima edizione dell’Oktoberfest, la festa della capitale bavarese che è anche la fiera più visitata al mondo con oltre 6 milioni di persone. Il simbolo dei simboli è, appunto, il grande boccale di birra e tra le tante angolazioni da cui si può osservare c’è anche quella del caroprezzi, tema attualissimo che angoscia i cittadini ma anche la classe politica. Quest’anno, secondo uno studio UniCredit, un litro di birra sotto i tendoni dell’Oktoberfest costa in media 15,61 euro, il 2,4% più di un anno fa: la «buona» notizia è che l’aumento è il più contenuto da vent’anni e risulta inferiore anche all’inflazione tedesca, salita in agosto al 2,9% su base annua. Ma dal 1985 il costo di un boccale è quintuplicato, molto più dei prezzi al consumo sia in Germania che in Europa. E questo è un dato positivo soltanto per chi la birra la vende e può, così, difendersi dall’inflazione. Parliamo in ogni caso di un bene – per definizione – voluttuario il cui prezzo è anche trainato dalla strabordante domanda di chi va a Monaco apposta per scolarsene un (bel) po’. Ma la soglia dei 16 euro a boccale si avvicina, ed ecco che allora da semplice indicatore sull’andamento dei prezzi il costo diventa una sorta di test: quanto siamo ancora disposti a pagare in più per qualcosa che ci piace ma non è vitale? Monaco vale ancora una Mass? Ai prosit l’ardua sentenza.