Corriere della Sera, 21 settembre 2026
Trump: «Devo decidere se far saltare in aria l’Iran»
Il presidente Trump ha detto a Fox News di essere «in modalità decisionale» e ha preannunciato che «cose grosse succederanno nel futuro non così lontano». Trump si riferiva alle decisioni che ha da prendere sulla guerra contro l’Iran e ha aggiunto che ci sono tre opzioni sul tavolo: «Spazzare via l’Iran», lasciare che «marcisca economicamente» o «fare un accordo». «La mia domanda è: se e quando faccio saltare in aria l’intera nazione? Meglio che si comportino bene». Gli uomini del regime non fanno attendere la risposta: «Qualsiasi errore si tradurrà in attacchi dolorosi».
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sarà all’Assemblea generale delle Nazioni Unite questa settimana e Trump si è detto «aperto» a incontrarlo, ma ha sottolineano che la difficoltà dei negoziati continua a essere quella di trattare con «gente che si nasconde come ratti».
Trump ha descritto il passato weekend come un weekend qualunque, nonostante il suo inspiegato ritorno anticipato a Washington da Camp David sabato sera (anziché ieri, come previsto) abbia scatenato speculazioni e nonostante una nuova allerta lanciata dal dipartimento di Stato ai cittadini americani in Medio Oriente su una possibile escalation.
Nello stesso giorno in cui Trump è tornato a Washigton, il Qatar gli ha trasmesso una proposta con sette condizioni giunta dall’Iran per riprendere i negoziati (il testo completo non è noto ma sembra si tratti di punti simili a quelli circolati in passato). Il ritorno anticipato è avvenuto anche contemporaneamente a un attacco degli Houthi, che hanno cercato di colpire l’Arabia Saudita con missili balistici. Il presidente americano ha detto a Fox News che gli Stati Uniti sono in costante comunicazione con gli Houthi e che si sono accordati perché non attacchino navi e altri obiettivi americani. La Casa Bianca aveva raggiunto un accordo con i ribelli yemeniti nel maggio 2025 dopo una campagna di bombardamenti americani: attraverso la mediazione dell’Oman le due parti si impegnavano a non colpirsi a vicenda nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb. Poi il 12-13 settembre il sultanato ha ospitato un nuovo incontro di funzionari Usa con rappresentanti degli Houthi, con l’obiettivo di confermare il cessate il fuoco e tentare di mantenere aperto lo Stretto. Trump ha rifiutato di intervenire direttamente nella guerra come gli aveva chiesto il principe saudita Mohamed bin Salman (anche se Washington condivide informazioni di intelligence con Riad). Gli Houthi hanno dichiarato di non avere intenzione di attaccare le navi americane (e nemmeno israeliane o di altre nazioni) e di avere come unico obiettivo i sauditi.