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 2026  settembre 20 Domenica calendario

Tour Eiffel: crisi tra problemi di sicurezza e manutenzione

Tra il 2020 e il 2024 la SETE, la società che gestisce la Tour Eiffel, ha perso 305 milioni di euro. La crisi Covid e i costi di manutenzione, non bastano a spiegare il buco, almeno secondo un’inchiesta di Le Monde. Dietro la cartolina della dame de fer, scrive Le Monde, si accumulano problemi di sicurezza e gestione. Nell’area protetta del monumento sono riusciti a entrare negli ultimi mesi attivisti di Greenpeace, una coppia e un climber, che ha appeso la bandiera Usa al terzo piano. “Le telecamere – scrive Le Monde –, sono progettate male. Gli impianti elettrici sono in scatole interrate. In caso di forti piogge, si allaga tutto”. Dieci milioni sono stati spesi per il muro blindato ma “due lati sono circondati da grate traforate, mentre gli altri due antiproiettile, sono composti di pannelli stratificati che si incrinano al minimo urto”. Più di dieci sono già stati sostituiti. Nel 2022, inoltre, un’infiltrazione d’acqua ha fatto scattare per errore l’allarme antincendio: gli estintori avevano rilasciato sostanze tossiche, la torre fu evacuata e un dipendente finì in ospedale. La Camera dei conti dell’Île-de-France ha rilevato 156 milioni di sovraccosti negli investimenti, dovuti anche a una cattiva gestione dei cantieri, fra cui quello degli ascensori, e una massa salariale salita da 25,95 a 32,35 milioni di euro nel 2020-24. Lo stipendio del direttore, Patrick Branco Ruivo, 166.031 euro lordi annui, comprende una parte variabile fino a 33.200 euro, la cui attribuzione “non è trasparente”.
Le Monde ricostruisce sospetti di favoritismo, nomine contestate, persino la scomparsa di pezzi originali della torre. C’è poi il problema del piombo. L’ultima verniciatura, iniziata nel 2019, fu sospesa nel 2021 dopo l’intossicazione di due operai. La SETE è stata poi condannata in primo grado nel 2024 e in appello nel 2025, per 27 violazioni che hanno messo a rischio la salute di lavoratori e pubblico: le concentrazioni di polveri di piombo avrebbero superato di venti volte il limite legale.