La Stampa, 19 settembre 2026
Attentato di Modena, "El Koudri era capace di intendere e di volere"
È stato il delirio lucido di un soggetto che ammirava i terroristi, ma non ne ha mai conosciuto uno in vita sua: queste sono le indiscrezioni che scompigliano le carte alla vigilia del processo per strage, omicidio e lesioni gravissime che tra due settimane vedrà Salim El Koudri alla sbarra in un’udienza preliminare, per aver lanciato la sua auto sulla folla del centro di Modena, il pomeriggio del 16 maggio.
Le prime notizie (in attesa di conferme ufficiali) arrivano dalla perizia psichiatrica realizzata dagli esperti nominati dal Gip, i quali si allineano con quanto rilevato dallo stesso magistrato quando ha deciso che il 31enne doveva restare in carcere. El Koudri aveva seri problemi mentali, ma era perfettamente in grado di intendere e volere quando ha ferito gravemente 8 persone ed ha ucciso la 55enne Monica Esposito. L’esame, qualsiasi sia il suo esito definitivo, dovrà comunque essere confrontato in aula con quanto emerso dalle analisi analoghe che hanno realizzato gli psichiatri di parte.
Le altre anticipazioni, invece, trapelano dalle perizie sui molti dispositivi informatici che questo italiano di seconda generazione conservava nella casa di Ravarino, Bassa Modenese, in cui viveva con i genitori. Nel periodo immediatamente precedente la strage, ha fatto migliaia di ricerche online su temi legati allo Stato Islamico, Osama Bin Laden, le armi da fuoco, i coltelli, vedendo anche video e foto dei principali attentati di matrice jihadista o suprematista che hanno sconvolto l’Europa negli ultimi anni. Tuttavia, non emergono contatti di nessun tipo con appartenenti a questi gruppi. Il tutto, si inserisce nel quadro che si era già delineato quando Salim El Koudri è uscito dall’isolamento autoimposto, per colpire indiscriminatamente le persone a passeggio: mail farneticanti per cercare lavoro, manie di persecuzione, insulti ai cristiani in generale e all’università in cui si era laureato in particolare, fino a una diagnosi di disturbo schizoide della personalità, che non aveva mai voluto curare adeguatamente.
In termini giuridici, se queste anticipazioni fossero confermate, potrebbero cambiare il tono delle accuse contro di lui. Il reato di terrorismo al momento non gli viene contestato, così come l’aggravante della premeditazione. Entrmambi gli aspetti adesso però si delineano da questi risvolti d’indagine. D’altra parte, il reato di strage, tenendo conto che Monica Esposito è morta dopo due mesi di agonia e che uno degli otto feriti, un’altra donna, ha perso entrambe le gambe, prospettano già di per sé una richiesta di pena pari all’ergastolo, che solo un vizio di mente avrebbe potuto evitare.
El Koudri, tuttavia, questo vizio di mente non sembra averlo avuto. Non si è limitato a investire un gruppo di persone. Ha prima osservato sul web come avevano agito altri prima di lui. Poi, ha preso con sé un coltello, che avrebbe usato sui passanti che cercavano di bloccarlo mentre fuggiva a piedi. Un attimo prima, aveva schiantato l’auto diverse volte e, finché è riuscito a farla ripartire, ha continuato a puntarla sulla gente.