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 2026  settembre 20 Domenica calendario

Trump difende il figlio: ripagherà l’oligarca che gli ha finanziato il matrimonio

"Un oligarca russo che paga una sforzosa festa per Donald Trump junior, dopo il suo matrimonio, secondo me puzza. È corruzione, non mi piace”. Il senatore repubblicano dello Utah John Curtis sapeva di mettere a rischio la sua carriera politica, facendo questo commento in un video pubblicato sui social media, eppure ha avuto il coraggio di andare avanti comunque, aggiungendo: “Sentirete altro da me su questa faccenda. È una roba grossa”.
Curtis si riferiva alla notizia pubblicata del sito ProPublica, secondo cui dopo il matrimonio tra il figlio del presidente e la sua fidanzata Bettina, Umar Kremlev aveva offerto un party durato tre giorni alle Bahamas. Il “regalo” è stato confermato dalla stessa Bettina, che sempre sui social ha commentato così: “Il caro amico Umar ha molto generosamente ospitato due notti di incredibili celebrazioni”, ma solo “dopo” le nozze, che invece si erano svolte in forma più privata e presumibilmente finanziate dai coniugi. Il problema è che il caro Umar, oltre ad essere il presidente della International Boxing Association, è anche legato all’organizzazione Healthy Fatherland, sanzionata dall’Ucraina per i rapimenti di massa di bambini dai territori occupati, e Night Wolves, banda di motociclisti che sostiene il nazionalismo russo. Poco prima del matrimonio, Kremlev aveva fatto parte della delegazione che aveva accompagnato Putin in Cina.
Trump non era andato al matrimonio del figlio, ma c’era il genero Jared Kushner, che insieme all’inviato speciale Steve Witkoff gestisce proprio le trattative diplomatiche per cercare di mettere fine all’invasione ordinata da Mosca.
L’oligarca ha pagato non solo per l’isola del party, che si affitta per oltre 100.000 dollari a notte, ma anche i fuochi d’artificio da 70.000 dollari per festeggiare la coppia, senza parlare poi delle libagioni.
Quando la notizia si è saputa, i democratici hanno minacciato di aprire un’inchiesta parlamentare per corruzione. Quindi Trump ha commentato così: “Quello che ha fatto mio figlio è totalmente lecito. Anche io ho donato come regalo di matrimonio feste tenute in luoghi bellissimi, come Mar a Lago. Don però mi ha detto che ha restituito i soldi del party”. Il figlio e la moglie, un po’ piccati, hanno sottolineato che si era trattato solo di un gesto di “generosità, che non porta sempre con sé un’agenda”.
Pochi hanno abboccato, però, visto che oltre a Curtis, anche il senatore repubblicano della North Carolina Thom Tillis ha posizionato l’intera vicenda “oltre il limite del male”.
La famiglia Trump ha dimostrato di farsi pochi scrupoli, quando si tratta di sfruttare la sua posizione per guadagnare qualcosa, dalle criptomonete all’edilizia. Stavolta però anche Donald si è reso conto che il confine della decenza era stato superato e, pur difendendo il figlio, gli ha fatto capire in qualche modo che doveva rimandare indietro il regalo dell’oligarca russo.