Corriere della Sera, 20 settembre 2026
Ex deputati, no vax e filosofi: l’Internazionale di osservatori per Putin
«Non è l’Italia che non ci riconosce, siamo noi abcasi che non riconosciamo l’Italia». Vito Grittani è persona gentile e di ampie vedute, seppure un pochino particolari. È noto come l’ambasciatore dell’Abkhazia, piccolo Stato separatista dalla Georgia, riconosciuto solo da Russia, Nicaragua, Siria e Venezuela. «I media dicono che io sono un sedicente ambasciatore, ma non è vero, perché io svolgo questo ruolo per conto della Russia, non dell’Italia». Una vita per la diplomazia, si legge nelle sue note autobiografiche. «Perché io credo nella libertà dei popoli».
E infatti, «per mano del ministro Lavrov», nello scorso aprile gli è stato affidato il ruolo di presidente della neonata Associazione internazionale di esperti politici ed elettorali, con l’incarico di diramare le convocazioni della Internazionale degli osservatori che adesso stanno vigilando sul buon andamento del voto. Al posto del più tradizionale Osce, che invece non è gradito a Mosca, chissà perché. Comunque, un totale di circa 250 persone da 85 Stati diversi.
Le convocazioni
A scegliere la nostra formazione ci ha pensato lo stesso Grittani: «Credo di aver fatto un buon gruppo, di persone equilibrate». Alcuni nomi sono già trapelati. Ha fatto notizia quello di Ugo Rossi, capogruppo di Futuro Nazionale a Trieste, già reduce dalla supervisione del voto durante il referendum del settembre 2022 per l’annessione delle quattro province ucraine alla Russia. Come vedremo, molti osservatori sono veterani delle elezioni russe. Il nome nuovo è quello di Angelo d’Orsi, storico, ex docente universitario, assunto a notorietà per le sue comparsate nei talk show italiani. «Non lo conoscevo di persona, ma l’ho visto in televisione e mi è sembrato perfetto».
I membri della squadra tricolore invitata a vigilare sul corretto svolgimento delle elezioni per la Duma hanno in comune un approccio non certo ostile alla Russia di oggi, per usare un gentilissimo eufemismo. Viene da Trieste anche Giorgio Deschi, irredentista convinto, in attesa di giudizio per gli scontri tra No Green Pass e forze dell’ordine del 2021, ma a suo avviso non sanzionabile «in quanto cittadino del territorio libero di Trieste». Gabriele Lorenzoni è un ex deputato del Movimento 5 Stelle,ricordato soprattutto per la sua strenua opposizione all’intervento che Volodymyr Zelensky poi finì per tenere alla Camera, nell’ottobre del 2022. Ha militato nei Cinque Stelle anche Maria Cristina Ariano, ex consigliera municipale a Roma. Donato Lorenzo Tilli, pugliese come Grittani, ha pubblicato una simpatica vignetta su Facebook poche ore fa. Una maestra chiede ai bambini «a cosa servivano i vaccini contro il Covid-19» e i piccoli rispondono in coro: «A noi un c…, ai medici per riempire il conto bancario». Arturo Ferrara è un filosofo bresciano che ha già presentato le sue opere a Minsk e Mosca, e si batte contro la «narrativa emergenziale» che ha prodotto «prima i vaccini inutili e dannosi e ora le armi all’Ucraina». Completa la lista l’imprenditore Stefano Tessa, residente a Mosca dove è titolare di un salone di bellezza. Anche lui, dice Grittani, reclutato dopo una apparizione televisiva.
Dalla Germania
La variopinta delegazione italiana presenta molte sfumature, diciamo così. Quella tedesca è molto più uniforme e può essere tranquillamente ricondotta alla galassia dell’ultradestra. A guidare la squadra c’è Olga Petersen, ex deputata di AfD al parlamento di Amburgo, anche lei una veterana, avendo fatto da osservatrice alle elezioni per la Duma del 2021 e alle presidenziali del 2024, che definì «democratiche e libere». La vicenda contribuì alla sua espulsione dal gruppo AfD di Amburgo, e proprio nel 2024 si trasferì in Russia. Waldemar Gerdt è un ex deputato AfD al Bundestag, ex membro della Commissione Esteri dalle posizioni apertamente filorusse. Thomas Röper, blogger tedesco residente a San Pietroburgo, fondatore della testata Anti-Spiegel, è spesso ospite del talk show del re dei propagandisti Vladimir Solovyov, dove gli è capitato persino di essere redarguito per le sue posizioni troppo estreme nei confronti dell’Occidente. Dal maggio 2025 è sottoposto alle sanzioni dell’Unione europea. Nella motivazione ufficiale si afferma che attraverso Anti-Spiegel ha diffuso «sistematicamente» disinformazione sulla guerra russa contro l’Ucraina. Nella lista tedesca spicca anche la figura dell’ex colonnello Torsten Postrach, oggi tesoriere dell’associazione che coltiva in salsa ultranazionalista la posizione della Nationale Volksarmee, l’esercito della Ddr.
Dalla Francia
In rappresentanza della Francia abbiamo invece l’avvocato Armand Develay, esponente della destra più radicale e complottista, già finito nei guai per alcune dichiarazioni in forte odore di antisemitismo. Ha intrattenuto rapporti con la rete dei Gilet gialli e adora i regimi dittatoriali. Nell’estate del 2020 intervenne su un media siriano filo-Assad per denunciare «il furto di petrolio nel Nord della Siria da parte degli americani». Ha fatto più volte l’osservatore, anche per i referendum fasulli sulle province ucraine. Il pubblico presente apprezzò il suo intervento al convegno che si è svolto nel 2024 a Mosca sul «nazismo ucraino nel XXI secolo». In quella occasione disse alla Tass che spera di «continuare a rieducare il pubblico affermando la verità storica dei fatti».