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 2026  settembre 19 Sabato calendario

Casa Bianca, Trump bandisce Cnn, «Politico» e «MsNow»

Trump ha annunciato ieri un «bando immediato» per le tv Cnn e MS Now e il sito Politico dalla Casa Bianca per il modo in cui scrivono e raccontano quello che accade alla Casa Bianca, affermando che i loro contenuti sono «fake news». I media «non dovrebbero scrivere o raccontare costantemente INVENZIONI e BUGIE quando seguono il presidente, l’amministrazione Trump o gli Stati Uniti», ha scritto Trump sul suo social Truth. Ha aggiunto che il bando entrerà immediatamente in vigore e che ha intenzione di colpire altri media in futuro. La replica della Cnn: «Il bando di Trump è un attacco illegittimo alla libertà di stampa».
La decisione è una netta escalation nella guerra di Trump ai media. Il presidente ha criticato regolarmente articoli che non condivide e ha fatto causa per diffamazione al Wall Street Journal e al New York Times. Ha bandito l’Associated Press dallo Studio Ovale, dall’Air Force One e dagli eventi del pool all’inizio dell’anno scorso, dopo che l’organizzazione aveva rifiutato di cambiare il nome del Golfo del Messico in Golfo d’America. L’Ap ha fatto causa e il caso è ancora aperto.
L’annuncio del presidente ha grosse implicazioni pratiche: per esempio, Cnn è una parte importante del sistema di rotazione delle tv che assicura che le dichiarazioni del presidente vengano trasmesse ogni giorno in diretta dalla Casa Bianca.
Se la decisione verrà implementata, Cnn, MS Now e Politico potranno fare causa, sostenendo che l’esclusione costituisce una ritorsione o una discriminazione basata sul punto di vista, in violazione del Primo Emendamento. Ma il fatto che possano citare in giudizio l’amministrazione non significa che vincerebbero automaticamente. Nel caso Associated Press v. Budowich, infatti, un giudice federale aveva stabilito che se il governo apre ai giornalisti determinati eventi non può escluderne uno sulla base del suo punto di vista, ma una corte d’appello sospese poi la decisione affermando che il governo ha discrezionalità nel decidere quali giornalisti ammettere in spazi presidenziali fortemente limitati come lo Studio Ovale, l’Air Force One e Mar-a-Lago. Quindi sarà fondamentale puntare sull’argomentazione che la vera ragione dell’esclusione è la linea editoriale e il contenuto delle notizie. Inoltre potrebbe esserci una maggiore discrezionalità del presidente sull’accesso allo Studio Ovale rispetto per esempio alla stanza dei briefing della Casa Bianca. Nel suo primo mandato Trump aveva già preso di mira singoli giornalisti, facendo revocare per esempio il pass all’ex giornalista della Cnn Jim Acosta, che aveva fatto causa e ottenuto in tribunale che il suo accesso alla Casa Bianca fosse ripristinato.
Ieri la briefing room della Casa Bianca era in ebollizione dopo l’annuncio del presidente, e ci si chiedeva se sarebbe stato davvero applicato. Ieri sera, i giornalisti della Cnn continuavano a lavorare dalla Casa Bianca. Ma Trump si preparava poco dopo, come se nulla fosse, a firmare la legge sulle sanzioni alla Russia voluta dal suo amico da poco scomparso, il senatore repubblicano Lindsey Graham.
Più tardi, nello Studio Ovale, ha rincarato la dose contro i giornalisti: ha definito «terribile e disonesta» una reporter che gli ha fatto una domanda sul Primo Emendamento e «disgustosi» il New York Times e il Washington Post.
Il presidente, inoltre, ha annunciato di aver raggiunto l’intesa con Groenlandia e Danimarca. La questione è stata a lungo al centro di una disputa dutante la quale Trump aveva minacciato di voler annettere l’isola.
L’intesa conferisce agli Stati Uniti «il controllo permanente sulla sicurezza e su ogni altra esigenza» in Groenlandia. Il tycoon ha aggiunto che avvierà «subito il processo per stabilire la nostra presenza militare. Nessun avversario potrà mettere basi o investire qui senza l’ok degli Stati Uniti».
La Casa Bianca ha annunciato anche una nuova riduzione per i farmaci per tutti i 50 Stati dell’Unione.