Corriere della Sera, 19 settembre 2026
Nei 20 punti M5S torna il Reddito. E sull’Ucraina: «Serve la trattativa»
Venti punti come programma per le Politiche. Venti punti frutto di una riunione del consiglio nazionale che si è protratta fino alle 4 di notte e che saranno al centro della kermesse M5S Nova oggi e domani a Milano. I Cinque Stelle mettono al voto un programma che tocca tutti i temi: dal lavoro alla sanità, dai diritti civili alla politica estera. E proprio quest’ultimo capitolo è forse il più spinoso, quello che crea maggiori frizioni con gli alleati dem. La sintesi varata dai vertici arriva al punto 17, «l’Italia ripudia la guerra». «No al piano Rearm Eu, sì a una politica estera comune», si legge. «No all’innalzamento della difesa al 5% del Pil». Poi, la scelta di citare la guerra in Ucraina, dove è ribadita con chiarezza la posizione sostenuta dal Movimento. «Cambiare l’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa», si sottolinea in un ragionamento più ampio. «Continuare a inviare armi significa allontanare la pace. È necessaria una svolta negoziale». Una formula meno diretta, ma in cui rimangono evidenti le distanze con i dem.
Molte le proposte sia in campo economico sia sui diritti civili. Diverse battaglie dei Cinque Stelle diventano punti nero su bianco. Si va dalle adozioni omogenitoriali allo ius scholae, al matrimonio egualitario, alla legge sul fine vita, all’educazione sessuale e affettiva a scuola. Un punto è dedicato alla questione energetica. Lo scopo è «rafforzare la sovranità energetica» e tra le misure c’è anche la scelta di investire «nella fusione nucleare per disporre di tecnologie più avanzate».
Grande attenzione è dedicata ai temi che riguardano economia, lavoro e tasse. C’è una versione aggiornata del reddito di cittadinanza che va a rimodulare quello che oggi è l’assegno di inclusione. Ai primi punti compare uno dei cavalli di battaglia dell’ultima legislatura: il salario minimo legale. C’è la reintroduzione del piano Transizione 4.0 e la creazione di uno «statuto delle imprese». Ma le mosse principali sono sui giovani e le partite Iva. Il partito di Conte propone «protezione in caso di malattia e maternità anche a artigiani, commercianti e lavoratori autonomi». Per i giovani, invece, previsto un «fondo nazionale per la natalità e la previdenza» e una «staffetta generazionale», favorendo «la riduzione volontaria dell’orario di lavoro da parte del lavoratore vicino alla pensione in corrispondenza dell’assunzione stabile di un giovane». E sempre in chiave politica, viene promosso il voto ai sedicenni e il voto per i fuori sede.
Non è presente nel programma la patrimoniale, ma viene incentivata una protezione dei «redditi bassi e medi». Tra i punti, anche l’idea di proteggere l’economia reale a scapito della speculazione: «Spostare progressivamente la tassazione dai redditi da lavoro e impresa alle rendite», si legge.
«Ora tocca a voi. Dalla scorsa primavera in 17 mila avete partecipato ai tavoli di Nova – ha commentato sui social il leader del Movimento, Giuseppe Conte, lanciando il voto degli attivisti —. Mai così tante persone hanno avuto la possibilità di incontrarsi in ogni angolo d’Italia, di confrontarsi, di discutere liberamente, suggerendo proposte per rispondere a una domanda ben concreta: cosa deve fare un governo progressista per migliorare la vita delle italiane e degli italiani?».