Corriere della Sera, 19 settembre 2026
Dubbi dell’Europa sul taglio del bollo
La «tassa più odiata», come Giorgia Meloni ha ribattezzato il bollo auto, appena sospeso, continua a provocare discussioni e polemiche. E sulla misura e relativo finanziamento, si apre un confronto tra Roma e Bruxelles.
Da un portavoce della Commissione, interpellato dall’Ansa, arriva quella che sembra cauta sorpresa rispetto alla scelta del governo italiano di impiegare risparmi sui fondi del Pnrr per finanziare in parte la misura: «Valuteremo il taglio del bollo auto nel pacchetto del semestre europeo. Il Pnrr è strumento basato sui risultati e i pagamenti agli Stati membri vengono fatti sulla base dei risultati conseguiti». Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, replica secco: «I risparmi su prestiti che l’Italia ha avuto con il Pnrr sono soldi nazionali, non risorse europee. Il governo e soprattutto il Parlamento ne dispongono come meglio credono».
Sullo sfondo, peraltro, già si intravede un’altra probabile contesa con la Ue. A promettere battaglia è il leader della Lega, Matteo Salvini. Alla vigilia di Pontida, la manifestazione simbolo del Carroccio che si apre oggi, il vicepremier e ministro dei Trasporti ribadisce quanto annunciato al Corriere due giorni fa: «Al prossimo Consiglio dei ministri porterò un provvedimento per rinviare il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 5 in alcune zone d’Italia. Abbiamo scritto il decreto per dare ossigeno a centinaia di migliaia di persone». Poi Salvini indirizza il tiro politico: «L’ideologia pseudo-green della Ue sta facendo danni. Vorrei che a Bruxelles ci fosse gente più equilibrata». Del resto proprio ieri la giunta leghista che governa il Veneto ha approvato una delibera che prevede misure compensative per rinviare al primo ottobre 2027 il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5. «Le misure compensative – spiega la consigliera delegata alle Infrastrutture Elisa de Berti – rappresentano il presupposto necessario per rendere possibile il rinvio del blocco degli Euro 5. Non rinunciamo agli obiettivi ambientali, ma li perseguiamo con strumenti diversi». Tra questi il sostegno e l’incentivo al «bike to work» su tutto il territorio regionale: «Valorizziamo le ciclabili sulle quali abbiamo investito». Di tutt’altro avviso il governatore dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale (Pd) che replica così all’annuncio di Salvini: «Bisogna ridurre le emissioni nocive con un mix di misure. Si potrebbero assicurare incentivi per i proprietari di veicoli diesel euro 5 perché possano sostituirli».
In attesa di un provvedimento sullo stop ai mezzi più inquinanti, è la sospensione del bollo alle auto entro gli 80 kw e alle moto, a tenere acceso il dibattito. Giorgetti conferma l’impegno ad ampliare la platea degli esentati e a rendere strutturale la misura. Nicola Fratoianni, leader di Avs, è tranchant: «Una marchetta vergognosa». Replica affilato agli avversari il vicepremier forzista Antonio Tajani: «Quando facciamo cose per i cittadini a loro dispiace». Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, difende l’intervento del governo che sostiene le motivazioni della scelta: «Rincorrere il prezzo del diesel, della benzina e delle accise non era efficace, visto che i rincari dipendono da fattori esterni». Si schiera a favore Carlo Calenda, leader di Azione. «Devo dire che è sbagliato eliminare una tassa perché lo decide Meloni? Non lo faccio. È più giusto del taglio di accise che è un provvedimento regressivo».
Giorgetti risponde alle diverse osservazioni a modo suo: «L’abolizione del bollo auto ha fatto più clamore rispetto ai 40-50 miliardi investiti in riduzione di tasse e contributi. Mi rendo conto che i tantissimi interventi sul cuneo fiscale e contributivo, negli anni scorsi, non sono stati percepiti».