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 2026  settembre 18 Venerdì calendario

In Giappone ci sono in Giappone oltre 107mila centenari

Sempre più numerosi. E sempre più in forma. I centenari in Giappone tagliano un nuovo traguardo, polverizzando l’ennesimo record: per la prima volta hanno superato la soglia dei 100mila. Come ha fatto sapere il ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare nipponico, il numero di centenari nel Paese è aumentato per il 56esimo anno consecutivo, raggiungendo quota 107.677 a settembre, con 8mila persone “censite” in più rispetto all’anno precedente. Alle donne il primato nel primato: sono l’88% del totale dei centenari, vale a dire 94.298. Lo “scettro” della più anziana? Va a Kishimoto Fuyo, residente a Kyoto: lo scorso 20 dicembre, ha spento 114 candeline. Giubila il ministro della Salute giapponese, Kenichiro Ueno: «Sono felice che così tante persone vivano una vita lunga, sana e attiva», ha detto. Da anni gli esperti si interrogano sul segreto (o l’incastro di segreti) alla base della longevità nipponica. Come scrive la “Cnn”, gli scienziati la attribuiscono a un mix di fattori, dall’alimentazione sana, allo stile di vita attivo – il tasso di obesità negli adulti giapponesi è del 5,57%, contro il 42,74% degli Usa –, passando per un sistema sanitario avanzato. «Sebbene il Giappone sia noto per gli orari di lavoro estenuanti nelle città, alcuni residenti abbracciano la filosofia dell’“ikigai”, che incoraggia le persone a dare valore e gioia alla vita», scrive l’emittente. In Giappone «le persone anziane camminano regolarmente, utilizzano i mezzi pubblici, vanno in bicicletta e fanno stretching», aggiunge la “Bbc”. Quella della longevità è un prisma a molte facce. Sicuramente è un successo che premia uno stile di vita e una cultura della vita unici al mondo. Dall’altro lato, il fenomeno è gravato da una serie di incognite. A cominciare dal progressivo, e per molti esperti irreversibile, invecchiamento della popolazione, riconducibile a tassi di natalità tra i più bassi al mondo. I dati catturano il “dimagrimento” continuo del Giappone. Secondo i dati del National Institute of Population and Social Security Research, la popolazione totale del Paese scenderà a 87 milioni entro il 2070, con un calo del 30% rispetto al picco di 128 milioni raggiunto nel 2008. Oggi i residenti di età pari o superiore a 65 anni rappresentano circa il 30% della popolazione e si prevede che entro il 2070 la percentuale schizzerà a quasi il 40%. Ma non basta: entro il 2050 una famiglia giapponese su cinque sarà composta da anziani soli. Il Giappone è insomma sempre più un Paese “stretto” nella solitudine.
E i più vulnerabili ed esposti sono proprio gli anziani. Come riporta il Global Wellness Institute, «lo scorso anno l’Agenzia nazionale di polizia giapponese ha registrato 76.941 decessi “in solitudine”, casi in cui una persona è morta da sola nella propria abitazione.
Questa cifra rappresenta quasi un terzo di tutti i decessi gestiti dalla polizia a livello nazionale. Di questi, circa 22.222 casi, pari a circa il 30%, sono stati classificati come koritsushi, ovvero “decessi in isolamento”, il che significa che il corpo è stato scoperto solo dopo almeno otto giorni dal decesso. Tra questi, 7.148 persone sono rimaste senza vita per oltre un mese, mentre altre 208 per più di un anno
». Le autorità giapponesi non nascondono la portata di un processo che costituisce una vera “crisi esistenziale”. Per la premier Sanae Takichi siamo davanti a una «silenziosa emergenza». In gioco c’è la sopravvivenza stessa del Paese del Sol levante.