Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  settembre 18 Venerdì calendario

Il giudice sospende 15 giorni prima il fermo della Sea Watch

La nave della Ong Sea Watch tornerà nel Mediterraneo a salvare migranti. Il Tribunale di Napoli ha infatti sospeso il fermo della Sea-Watch 5, quindici giorni prima della fine del provvedimento. La nave umanitaria era stata fermata il 23 agosto per 45 giorni – oltre a 7.500 euro di multa – con l’accusa di non aver cooperato con le autorità libiche dopo aver soccorso il 13 agosto sei persone in acque internazionali. «Nel giorno in cui si parla di “soccorso rosso”, in cui lo Stato italiano attacca la rete che si oppone alla disumana detenzione nei Cpr e i medici che ne certificano i danni alla salute delle persone detenute, la Sea-Watch 5 torna libera, 15 giorni prima della fine della detenzione illegittima impostaci dal governo – afferma la Ong – Il tribunale di Napoli ha giudicato fondato il nostro ricorso e ha disposto la sospensione del fermo». «Ancora una volta la cosiddetta Legge Piantedosi si deve piegare davanti al diritto internazionale, perché lo Stato non può pensare di porsi al di sopra della legge – sottolinea la Ong – Rifiutarsi di collaborare con le milizie libiche che catturano con violenza le persone in pericolo in mare per conto dell’Italia, per restituirle al ciclo di abusi in Libia, non può essere un crimine, ma è anzi un atto di rispetto dell’obbligo di soccorso e del divieto di respingimento. Noi continueremo a salvare vite in pericolo in mare, ottemperando a un obbligo legale e morale che è ben al di sopra degli escamotage legislativi contro la società civile ideati per nutrire la propaganda del governo. Basta campagna elettorale sulla pelle delle persone in fuga e contro solidarietà civile, a terra e in mare». Intanto ieri mattina la nave Ocean Viking di Sos Mediterranee ha soccorso 23 persone che erano su un gommone in zona Sar libica, a seguito di una richiesta di soccorso di Frontex. Tra loro 5 donne e diversi minori non accompagnati. «I migranti erano in mare senza cibo né acqua, ora sono al sicuro e ricevono assistenza» afferma la Ong. A Trieste, invece, un centinaio di migranti sono stati sgomberati nel Porto Vecchio: avevano trovato temporanea dimora nei pressi della pensilina, in corrispondenza degli ingressi monumentali di Largo Città di Santos. Ad intervenire personale della Polizia, dell’Arma dei carabinieri e dell’Esercito con il supporto di contingenti di rinforzo, sotto il coordinamento della Questura di Trieste. L’intervento segue le determinazioni assunte in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La Questura rende noto che «verrà verificata la posizione amministrativa dei migranti per poterli inserire nel sistema dell’accoglienza». Al termine delle attività i luoghi dove i migranti dimoravano verranno messi in sicurezza e vigilati. Delle circa 100 persone sgomberate una cinquantina proviene da altre città dove ha già appuntamento nelle rispettive questure, mentre circa 20 sono in possesso di titoli rilasciati dalla Questura di Trieste. Per gli altri sono in corso le procedure di verifica delle rispettive posizioni.