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 2026  settembre 18 Venerdì calendario

L’incoerente coerente

Per sapere cosa farà domani la Meloni, basta ribaltare di 180 gradi ciò che diceva ieri: se era no, sarà sì; se era mai, sarà sempre; e viceversa. Abolire il bollo auto era roba “da Cetto La Qualunque” e “da venditori di pentole”: quindi l’ha abolito (anzi, sospeso per l’anno delle elezioni). Doveva “abolire le accise”: quindi le ha tenute. Voleva “una legge elettorale con le preferenze”: quindi l’ha fatta coi capilista bloccati. Gridava al golpe e s’appellava al Colle quando Renzi e Gentiloni imposero la fiducia sull’Italicum e il Rosatellum: quindi impone la fiducia sul Melonellum. Prometteva “l’elezione diretta del capo dello Stato”: quindi ha proposto quella del premier (e ha fallito pure lì). Voleva “abolire le Regioni”: quindi aumenta i loro poteri con l’Autonomia. Il Superbonus andava “tutelato” e “ampliato”: quindi l’ha cancellato. Annunciava che “la stagione dei bonus è finita”: quindi ne ha fatti una ventina. Le sanzioni alla Russia erano “follia”: quindi le ha moltiplicate. Condannava Israele per le stragi a Gaza e chiedeva “2 popoli in 2 Stati”: quindi non condanna lo sterminio a Gaza e si astiene sullo Stato palestinese. Prometteva “blocco navale e hotspot in Africa”: quindi ha aperto due Cpr (vuoti) in Albania. Annunciava “la caccia agli scafisti in tutto l’orbe terracqueo”: quindi ha liberato il loro capo Almasri sul volo di Stato. Giurava di non governare “mai con la sinistra”: quindi governa in Ue con i socialisti. Diceva “basta austerità e patti di stabilità”: quindi ha firmato il nuovo Patto di stabilità.
Doveva “superare la Fornero con quota 41”: quindi l’ha lasciata, anzi peggiorata (quota 41 mai vista). Era per “ridurre la pressione fiscale”: quindi l’ha portata dal 41,2 al 43,1% del Pil. Prometteva “asili nido gratis per tutti”: quindi per nessuno. La rete Tim doveva “restare italiana”: quindi l’ha venduta al fondo americano Kkr. Accusava gli altri di “svendere Alitalia a Lufthansa”: quindi ha svenduto Ita a Lufthansa. Garantiva “simpatia a chi scenderà in piazza per contestarmi”: quindi 5 dl Sicurezza per criminalizzare chi protesta. Durante il Covid accusava Conte di “non chiudere tutto subito”: quindi lo processa in Parlamento perché chiuse quasi tutto quando serviva. Paragonava a “pagliacci” e “cartomanti” le agenzie di rating: quindi si vanta perché ora promuovono lei. Annunciava la tassa sugli extraprofitti bancari: quindi non l’ha fatta. Diceva Sì al referendum contro le trivelle in mare: quindi ha ampliato le concessioni per trivellare in Adriatico. Scommetteva “sulla vittoria militare di Kiev”: quindi dice di non averlo mai detto. Sulle spese militari Nato non voleva superare “il 2% del Pil”: quindi ha firmato per il 5%. Perché lei, a suo modo, è coerente: quando dice una cosa, è quella opposta.