lastampa.it, 18 settembre 2026
Mi si è ristretto l’hamburger: l’effetto dei prezzi Usa sui menù
Il trucco c’è ma non si vede. Con l’aumento dei prezzi della carne – ad esempio il macinato di manzo è cresciuto in agosto dello 0,6% fino a una media di 7,15 dollari alla libbra secondo il Bureau of Labor Statistics – i ristoratori si ingegnano per continuare ad attrarre clienti. L’agenzia Bloomberg racconta ad esempio quando avviene al Cooper Club di Chicago dove il proprietario, Art Mendoza, ha serenamente raccontato di aver modificato uno dei suoi piatti distintivi riducendo il peso del medaglione di carne da otto once a poco più di sette e compensando con l’aggiunta di cipolle fritte e lattuga finemente tagliata. L’hamburger è più alto, e secondo Mendoza l’impatto visivo è positivo poiché dà l’idea al cliente che quel che sta mangiando vale il prezzo. Parliamo di 20 dollari diventati 21 nei giorni scorsi.
Il caso del Cooper Club non è l’unico. I ristoratori, spiega un report della National Restaurant Association, stanno facendo i conti con l’aumento dei prezzi della carne di manzo. Le mandrie sono più piccole, (ai minimi negli ultimi decenni) e gli allevatori devono far fronte alla siccità e agli elevati costi di produzione. La richiesta di carne bovina fra l’altro ha raggiunto il plateau nei supermercati. Le misure introdotte dall’Amministrazione Trump – aumento dell’import – non hanno risolto i problemi e sinora hanno avuto un impatto limitato sui prezzi.
Da qui l’alternativa: aumentare i listini nei ristoranti o trovare soluzioni creative. In un ristorante in Texas, ad esempio, la celeberrima costata tomahawk con l’osso (una costata molto spessa con l’osso lasciato scoperto) da 36 once era venduta come piatto principale. Ora è un pranzo per due persone, anche se il prezzo è rimasto invariato.
In genere i ristoranti stanno migrando verso alternative: al posto delle tradizionali entrecôte (ribeye), filetto (filet mignon) e controfiletto alla newyorchese (New York strip) ci sono tagli diversi e generalmente meno costosi come la flank steak (bavetta) e la flat iron steak (una sorta di scaloppina). La differenza di prezzo spiega la necessità della svolta dei ristoratori. All’ingrosso la entrecôte disossata ha raggiunto la cifra di 15 dollari alla libbra rispetto ai 7 dollari della bavetta della stessa qualità. I dati sono del Dipartimento dell’Agricoltura degli Usa. I menù insomma cambiano per adeguarsi alla curva dei prezzi e senza per questo rinunciare alla qualità, semplicemente ricercata in altro modo. La tradizionale bistecca con le patatine fritte se prima era una entrecôte ora è una picanha (sempre al Cooper di Chicago).