repubblica.it, 18 settembre 2026
Fbi: online falsi profili di donne conservatrici per adescare gli agenti dell’Ice. Ma probabilmente è falso
Profili di donne apparentemente tutte casa e chiesa su siti di appuntamento americani creati ad arte per attrarre agenti dell’Ice, la polizia anti-migranti, sedurli, carpirne informazioni personali e metterli alla berlina. È l’allarme lanciato dall’Fbi con un promemoria recapitato, appunto, a quegli uomini in servizio in tutti gli Stati Uniti che agiscono quasi sempre mascherati o comunque a volto coperto per non farsi riconoscere. L’invito è a prestare particolare attenzione agli incontri online. «A partire dallo scorso gennaio, un gruppo di donne di sinistra ha creato profili di incontri online fittizi con lo scopo di estorcere e poi diffondere i dati personali di agenti impegnati nell’applicare le leggi sull’immigrazione», c’è scritto nel memorandum, esaminato dal britannico Guardian. «Questi profili sono caratterizzati da immagini “conservatrici”»: ovvero quelle che in America già da tempo chiamano “TradWife”, mogli tradizionali, una tendenza resa popolare da influencer che appunto raccontano online quanto è bello far tanti figli, il pane in casa e non contraddire mai il marito.
Il documento diffuso sostiene che molti di questi fake elencano anche «interessi specifici delle presunte tradewife: proprio nel tentativo di attrarre individui delle forze dell’ordine». Aggiungendo che «l’obiettivo è attirare gli agenti in interazioni online o di persona. Col solo scopo di esporre poi pubblicamente i loro dati personali. La tattica è intesa a generare imbarazzo e a scoraggiare le attività di contrasto all’immigrazione». Senza fornire altri dettagli né svelare le proprie fonti d’informazione. Non si fornisce nessun elenco dei presunti siti utilizzati e nemmeno se il piano sia stato effettivamente messo in atto. Si dice solo che scopo della nota è “sensibilizzare” gli agenti sulla “tecnica di doxing”: appunto la diffusione pubblica di informazioni private senza il consenso dell’interessato. Terminando con una frase che fa dubitare di tutto quello appena detto prima: “Non si tratta di informazioni di intelligence valutate in via definitiva”. Ovvero c’è il sospetto che qualcuno lo faccia, ma non ne siamo sicuri.
L’Fbi non ha chiarito al Guardian cosa ci sia di concreto in un allarme pur così dettagliato. Un portavoce si è limitato a spiegare via e-mail: «Condividiamo regolarmente informazioni con le forze dell’ordine, impegnate a garantire che gli agenti non siano oggetti di minacce o violenze durante lo svolgimento delle loro funzioni». Spiegando che queste persone sono «costantemente nel mirino di agitatori violenti» e che «rendere pubbliche le loro identità metterebbe a serio rischio le loro vite e quelle delle loro famiglie».
Il sospetto è che la fonte del promemoria sia un articolo del tabloid conservatore New York Post, secondo cui “TikToker di sinistra” stavano “organizzando gruppi di donne” alla raffinata arte di procacciarsi “foto di genitali e selfie di agenti dell’Ice in un contorto piano per diffondere i loro dati personali”. Alla base dell’articolo una fonte tutt’altro che affidabile: “Libs of TikTok”: un account di estrema destra che ne parlava, sostenendo che esiste un gruppo Facebook specializzato in questo tipo di attività. Sul Post si elencavano alcuni messaggi e video di utenti che discutevano della possibile tattica. Ma l’articolo non includeva nessuna testimonianze né di qualcuno che aveva effettivamente ingannato gli agenti né tanto meno di personale Ice che raccontava di essere stato effettivamente raggirato. L’articolo, basato interamente su supposizioni, non menzionava nemmeno la possibile estetica “TradWife”. Non è dunque chiaro se l’Fbi abbia elementi in più, o se, come si sospetta, si sia limitata a riassumere una tendenze dei social media.