Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  settembre 18 Venerdì calendario

Salvini rilancia: un decreto salva Euro5 per il Nord

Una norma salva Euro 5. Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, annuncia la sua nuova battaglia: impedire alle Regioni del Nord di mettere al bando le auto Euro 5, come nella sua Lombardia – governata dal centrodestra – nella quale dal 1° ottobre doveva diventare strutturale lo stop ai veicoli più inquinanti. Il vicepremier e leader della Lega sceglie di schermi di Canale 5 (Mattino 5) per illustrare l’iniziativa: “Nel prossimo consiglio dei ministri porto, personalmente, un decreto Infrastrutture e trasporti all’interno del quale c’è anche il rinvio di questo stop insensato, che rischierebbe di lasciare a piedi centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che hanno il torto, secondo Bruxelles, di non avere abbastanza soldi per cambiare la macchina”.

Benzina, i rincari non frenano i consumi. I petrolieri: “Vendite praticamente uguali”
di Cenzio Di Zanni
18 Settembre 2026
Il divieto di circolazione per questo tipo di veicoli non viene cancellato, anche perché è previsto dalle direttive europee sulle emissioni. L’entrata in vigore, nei piani del ministero, slitta ancora. “Proroghiamo un po’ per dare ossigeno, in un momento complicato, a centinaia di migliaia di persone. Se uno ha l’Euro5 diesel oggi, e in Italia sono quasi 4 milioni, non se lo tiene perché fa chic tenere l’auto di 12 anni fa. Se lo tiene, evidentemente, perché nel bilancio familiare non ha i soldi necessari per cambiare la macchina”, attacca Salvini.
Nel mirino c’è l’Europa. “Ai geni di Bruxelles – ironizza allora il vicepremier – non hanno spiegato la geografia: nella Pianura padana, con le Alpi a nord e gli Appennini a sud, è più difficile che l’aria ricircoli, a meno che – aggiunge con un’altra battuta – non si buchino le Alpi come sosteneva qualcuno in passato”. “Il mio obiettivo – aggiunge ancora – è lasciare tranquilli per tutto il 2027 queste centinaia di migliaia di italiane e di italiani che magari troveranno i soldi per cambiare la macchina l’anno prossimo”. “A Bruxelles – manda a dire – chiediamo di non rompere le scatole in un momento difficile alla gente che lavora, e se continuano a farlo – avverte – il governo italiano si mette di traverso”.
Le Regioni
La misura riguarda le vetture immatricolate tra il 2011 e l’agosto 2015. Inizialmente prevista per il 2025, ed era stata già rinviata dal decreto Infrastrutture. Il provvedimento, si diceva, nasce dalla necessità di ridurre polveri sottili e biossido d’azoto nel bacino della Pianura padana, una delle aree più inquinate d’Europa. Le Regioni hanno però la facoltà di sostituire il divieto con interventi capaci di garantire una riduzione equivalente delle emissioni rispetto allo stop dei veicoli. E in questa direzione si muovono, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.
L’esenzione bollo da estendere
Salvini rilancia anche a proposito del bollo auto e prenota un’estensione dell’esenzione varata un paio digiorni fa dal governo con la prossima manovra. Perché quella lanciata direttamente da Giorgia Meloni, dice il ministro, “è un’operazione che non raggiunge tutti gli italiani, ma nella prossima legge di bilancio l’obiettivo della Lega, e conto dell’intero governo, sarà salire oltre gli 80 KW di potenza per raggiungere un numero maggiore di auto coinvolte. Ci abbiamo lavorato con i dati della Motorizzazione civile, perché ricordo che ci sono anche 7 milioni di moto e motocicli che saranno esenti dal bollo”. Poi l’ultima stoccata: “È curioso certa sinistra che in passato aveva aumentato il bollo si lamenti che l’abbiamo tolto”.