corriere.it, 18 settembre 2026
Putin mette sotto gestione temporanea gli asset russi di Nestlé e Auchan
Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che trasferisce sotto amministrazione temporanea statale gli asset russi di diverse società straniere, tra cui Nestlé e Auchan. Il provvedimento, pubblicato sul portale ufficiale del governo di Mosca, coinvolge in totale 16 entità giuridiche e affida la gestione delle attività alla società russa L.E.V. Management. Pur non configurandosi formalmente come una confisca, la misura priva di fatto gli azionisti stranieri del controllo operativo delle loro attività in Russia. Le società mantengono infatti la proprietà legale degli asset, ma la gestione passa al soggetto nominato dal Cremlino, che esercita le prerogative del proprietario senza poter alienare definitivamente i beni. L’eventuale revoca dell’amministrazione temporanea resta nelle mani del presidente russo.
Il provvedimento
Il decreto si inserisce nel quadro del meccanismo introdotto da Putin nell’aprile 2023 come risposta al congelamento e alla possibile espropriazione di beni russi nei Paesi considerati da Mosca «ostili». Lo stesso strumento era già stato utilizzato nei confronti di gruppi internazionali come Danone e Carlsberg, alcune delle cui attività sono poi passate sotto controllo russo. Oltre a Nestlé e Auchan, il provvedimento riguarda anche società legate al gruppo logistico francese FM Logistic, diverse realtà riconducibili a Batilogistic, attività dell’ex Leroy Merlin – oggi operativa in Russia con il marchio Lemana Pro – e la società Enzhe Stroy, controllata dalla francese NG Concept.
Il caso Auchan
Nestlé e Auchan avevano scelto di mantenere una presenza nel mercato russo dopo l’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022, pur ridimensionando le proprie attività. Secondo la Kyiv School of Economics, il gruppo svizzero aveva sospeso alcuni marchi, interrotto le campagne pubblicitarie e congelato nuovi investimenti nel Paese. Auchan, invece, aveva affidato nel 2023 la gestione della controllata locale al management russo, sostenendo di svolgere un servizio essenziale per la popolazione. Al centro dell’operazione c’è L.E.V. Management, società registrata a Mosca nell’ottobre 2024 con un capitale sociale di appena 15.000 rubli, pari a circa 155 euro. L’azienda dichiara come attività principale la consulenza commerciale e manageriale e nel 2025 ha chiuso il bilancio senza ricavi, registrando una perdita pari al capitale sociale. Dallo scorso 10 settembre l’incarico di direttore generale è ricoperto da Andrei Krayushkin, che ha sostituito Larisa Rogacheva.
Il profilo di Krayushkin
Secondo ricostruzioni pubblicate da Novaya Gazeta, Krayushkin sarebbe lo stesso ex alto funzionario del ministero dell’Interno russo che ha ricoperto il ruolo di primo vicecapo della Direzione generale per le migrazioni con il grado di maggior generale della polizia. L’identificazione si basa su dati fiscali e anagrafici, ma non è stata confermata ufficialmente dalla società. Restano inoltre sconosciuti gli azionisti di L.E.V. Management, che in quanto società per azioni non quotata non è tenuta a rendere pubblica la propria compagine proprietaria.
La nota di Nestlé
Per Nestlé il provvedimento non è arrivato del tutto a sorpresa. Ad agosto il quotidiano Kommersant aveva riferito che la società russa KS Logistika aveva chiesto direttamente a Putin di sottoporre cinque controllate del gruppo svizzero ad amministrazione temporanea, contestando la mancanza di nuovi investimenti produttivi e lo stop alle esportazioni da stabilimenti russi. Reuters aveva confermato l’esistenza dell’iniziativa senza riuscire a chiarire chi vi fosse realmente dietro. In una nota diffusa dopo la pubblicazione del decreto, Nestlé ha dichiarato di aver preso atto della decisione delle autorità russe e di stare valutando le possibili opzioni. Il gruppo ha affermato di voler adottare tutte le misure necessarie per tutelare i propri diritti e garantire la continuità operativa delle attività, nell’interesse dei dipendenti e degli altri soggetti coinvolti.
Il mercato russo
Il mercato russo rappresenta circa il 2% del fatturato globale di Nestlé. Nel Paese il gruppo gestisce sei stabilimenti che producono caffè, dolciumi, alimenti per l’infanzia e mangimi per animali. Dopo l’inizio della guerra in Ucraina, l’azienda aveva scelto di non abbandonare completamente la Russia, sostenendo la necessità di continuare a garantire la fornitura di prodotti alimentari alla popolazione.