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 2026  settembre 18 Venerdì calendario

La stella della NHL russa sostiene Putin. Polemiche negli Usa

È il miglior marcatore della storia della National Hockey League (Nhl), ma anche una figura particolarmente divisiva, soprattutto negli Stati Uniti. La leggendaria stella russa Alex Ovechkin resta l’idolo dei tifosi del Washington Capitals, squadra con la quale ha superato nell’aprile 2025 gli 894 gol di Wayne Gretzky (con lo stesso numero di partite necessarie, 1487), ma è da sempre un volto di riferimento per la propaganda del Cremlino all’estero.
Le polemiche intorno all’ala sinistra moscovita sono nuovamente esplose in queste ore, durante il media day della squadra e dopo la pubblicazione di un video  del partito di Vladimir Putin (sono in corso le elezioni per la Duma, la prima chiamata alle urne dallo scoppio della guerra con l’Ucraina, ma appare scontata la vittoria del presidente). 
La stella russa 41enne, da sempre fiera sostenitrice del leader del Cremlino, è presente nello spot elettorale che lo sostiene. In piedi con un atteggiamento serio e stoico, il power forward è alle spalle di Sergei Lavrov. Nel passaggio del video dove compare il campione, il ministro degli Esteri russo lancia un avvertimento dicendo che «chi attacca la Russia non riceverà pietà con la spada» e «che il Paese rimarrà sempre unito».
Inevitabile lo sdegno dell’opinione pubblica americana, con i giornalisti che durante la presentazione della squadra ai media, alla vigilia della nuova stagione che comincerà questo fine settimana, hanno coinvolto direttamente Ovechkin sul tema. L’hockeista non è sfuggito alle domande e ha risposto a ogni osservazione. «Mi è stato chiesto dal Cremlino. Ho risposto di sì e senza alcuna esitazione. Anche se i Capitals sono la mia seconda casa, la Russia resterà sempre la prima».
E rispetto alla sua patria ha aggiunto: «Sono russo e sostengo il mio Paese. Lì ho la mia famiglia, i miei figli vivranno lì e io ci tornerò stabilmente quando smetterò di giocare a hockey». A dispetto delle critiche, il campione ha poi ribadito un suo personale e generico appello alla pace: «Sono per l’amore nel mondo e la convivenza pacifica. Spero che tutti capiscano che ognuno desidera la pace. Per il resto non sono un esperto di politica, quindi non mi è possibile dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato».
Alle parole del giocatore si aggiunge la posizione ufficiale dei Washington Capitals (che comunque non erano stati avvertiti dell’intenzione del giocatore di partecipare al video), intervenuti nelle ore successive con una nota. «Alex è sempre stato un cittadino russo – ha spiegato la società minimizzando di fatto la valenza ideologica della partecipazione di Ovechkin al video – e trascorre lunghi periodi con la famiglia in Russia. È normale che, come atleta iridato di quel Paese, gli sia stato espressamente chiesto di partecipare».
Negli Stati Uniti l’imbarazzo comunque rimane. Non sono mancate condanne del mondo dell’hockey e della politica. L’ex portiere ceco della Nhl Dominik Hasek ha definito inaccettabile la posizione pubblica di Ovechkin, «dal momento che lo spot sostiene apertamente la politica imperialista russa». Il deputato repubblicano Joe Wilson ha inviato una lettera formale al commissario della Nhl Gary Bettman, per prendere in considerazione una messa al bando e una sospensione per l’hockeista moscovita.
Il celebre chef e filantropo ispano-americano José Andrés, attivo con molti progetti e aiuti umanitari alla popolazione ucraina, ha condiviso la sua tristezza, rispetto a quella che definisce una pagina tristissima per la squadra della capitale.
Ovechkin non ha mai nascosto tuttavia il suo posizionamento politico. Già nel 2017 aveva fondato il movimento social «PutinTeam», in vista delle elezioni del 2018. Vi avevano partecipato molti atleti, cantanti e figure dello spettacolo russe, orgogliosi di essere russi e fieri sostenitori del presidente.
Nel frattempo, con il record assoluto di reti, l’attaccante si appresta ad affrontare quella che molti considerano la sua ultima stagione (la sua 22ª in Nhl), nella quale guadagnerà, solo di contratto con i Capitals rinnovato lo scorso luglio, oltre 3,7 milioni di euro.