corriere.it, 18 settembre 2026
Toscana in fiamme in un videogioco: indagato l’autore del video fatto con l’Ia
Un elicottero Apache strapieno di soldati col fucile in mano atterra su Piazzale Michelangelo: si scorge il centro storico di Firenze in fiamme. Cambio scena: colpi di proiettile da una imbarcazione anfibia sull’Arno, una guerriglia alla Fortezza da Basso, poi ancora in rapida sequenza bombe a mano fatte esplodere nel centro di Siena, al Barberino Outlet, ad Arezzo, tutto sulle note di Fortunate Son dei Creedence Clearwater Revival, celebre inno antimilitarista degli anni Sessanta contro il conflitto in Vietnam, nota anche per essere stata la colonna sonora nella sequenza di guerra del film Forrest Gump.
E ancora: Viareggio, piazza del Campo a Siena, l’abbazia di San Galgano, Peccioli, Pisa, Pistoia, Livorno, la cattedrale dell’Autostrada di Prato e via andare: spari, fuoco e fiamme. «Per gioco», dice l’autore empolese Giorgio Galimberti, che proprio un mese fa aveva pubblicato (sui profili Tuscan Memes, Livornogram e Welcome to Florence) un video realizzato con l’intelligenza artificiale dove la Toscana Viene trasformata nello scenario di una partita di Call of Duty, uno dei più importanti videogame bellici della storia. “Con l’effetto di istigare e incitare alla violenza”, sostiene invece la procura di Firenze, che lo ha iscritto nel registro degli indagati per incitamento alla violenza dopo una scrupolosa perquisizione della Digos.
La Toscana in fiamme nel videogame di guerra: indagato l’autore del video fatto con l’intelligenza artificiale
Le immagini sono effettivamente impressionanti: un motivo di vanto per la finalità del giovane autore, un campanello d’allarme per alcuni utenti che già nei commenti al video mettevano in guardia dalla difficoltà di distinguere la provocazione dall’incitamento.
Alla gran parte degli utenti, va detto, l’intento giocoso era palese. E per l’autore del video – che racconta minuziosamente tutto quel che gli è accaduto sui social – era palese l’intento ironico. Forse, a disturbare maggiormente i magistrati è stata proprio l’immagine di apertura del filmato, nel quale un militare lancia un razzo con un bazooka verso il Palazzo di Giustizia fiorentino.
Galimberti racconta che «sette agenti della Digos e della Polizia postale hanno perquisito la sua abitazione, alla ricerca anche di materiale riconducibile a terrorismo e attacchi». Pochi giorni dopo, tra l’altro, lo stesso autore aveva realizzato un altro video con la base di Grand Theft Auto, trasferendo il celebre videogioco – che non risparmia scene di violenza urbana di ogni tipo – in Toscana.
Nel montaggio comparivano anche Sollicciano, il Tenax e il presidente della Regione Eugenio Giani, rappresentato durante il suo ormai tradizionale tuffo nell’Arno. La pagina Tuscanian Memes, dando conto della vicenda, ha ribadito la natura satirica dei contenuti. Il primo video, inoltre, risulta tuttora pubblicato su Instagram: secondo l’autore, non sarebbe stato rimosso perché conforme alle regole della piattaforma.